Truffa ai vip, chiusa inchiesta sui vertici della Carispaq

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2558

L'AQUILA. Chiusa l'indagine diretta dal pm romano Luca Tescaroli a carico del direttore e i responsabili della Carispaq di via Vittorio Emanuele a Roma.

I reati contestati sono abusivismo finanziario in concorso con Gianfranco Lande, già sotto processo. Adesso, dopo la chiusura di tutti gli accertamenti, spetterà al pubblico ministero avanzare la richiesta di rinvio a giudizio e i tre rischiano di finire sotto processo a Roma nell'ambito dell'inchiesta della procura sulla truffa da quasi 300 milioni di euro compiuta da Lande e altri quattro operatori finanziari ai danni di un migliaio di risparmiatori.

L'arco temporale di riferimento per il magistrato va dal 2005 a oggi. Stando a quanto accertato dalla procura, l'agenzia di Corso Vittorio è quella utilizzata da Lande, nella veste di titolare della Egp Italia, e da Roberto Torregiani, ex amministratore della Eim, per far transitare ingenti somme di denaro: 67 milioni di euro nel periodo 2005-2008 e 19 milioni di euro tra il 2008 e il 2010. Chi indaga ritiene che i tre funzionari abbiano compiuto una serie di omissioni (come quella di segnalare all'Uif della Banca d'Italia le movimentazioni sospette) che hanno consentito a Lande di agire senza temere controlli anche con operazioni finanziarie sviluppatesi all'estero.

Stando sempre alle tesi accusatorie i tre «non potevano non sapere che, dietro tutti quegli ingenti spostamenti di denaro, ci fosse qualcosa di losco». «Avrebbero dovuto quantomeno interrogarsi secondo la normativa antiriciclaggio, e segnalare quei flussi sospetti all´autorità competente. Invece, da quando, oltre quindici anni fa, sono stati aperti in quella banca i conti correnti del Madoff dei Parioli e dei suoi soci, nulla è stato fatto».

Intanto il tribunale di Roma ha accolto le richieste di costituirsi parte civile di 222 risparmiatori  e ha riconosciuto anche l'istanza presentata dai legali della Consob.

I giudici si sono, invece, riservati di decidere rispetto alla citazione dei responsabili civili indicati dai denuncianti. La decisione su questo punto arriverà lunedì prossimo. Alcuni avvocati hanno richiesto che vengano citati la stessa Consob, la banca Carispaq, la Deloitte e la Banca d'Italia. Nelle scorse udienze avevano formalizzato la richiesta di costituirsi parte civile alcune vittime «vip» della truffa: i registi Carlo ed Enrico Vanzina, l'attrice Sabina Guzzanti, alcuni parenti della soubrette Samantha De Grenet; Francesca De Cecco e di Elisabetta Melandri, sorella dell'ex ministro Pd. 

22/10/2011 9.29