Snam, i cittadini non si arrendono: «possiamo vincere la battaglia»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. I cittadini sperano ancora: «il 18 ottobre tutti a L’Aquila per difendere il nostro territorio».

Nonostante la Snam abbia ottenuto le dichiarazioni di compatibilità ambientale e di pubblica utilità (entrambe impugnate davanti al Tar Lazio) la partita sul metanodotto e sulla centrale di compressione è più che mai aperta perché l’ultima parola, quella decisiva, spetta alla politica. Un ruolo fondamentale ce l’ha la Regione.

Se il Consiglio Regionale approverà la risoluzione di contrarietà all’attuale progetto Snam e quindi sarà negata l’intesa con lo Stato, si aprirà uno scenario nuovo: la legge stabilisce, infatti, che nei sei mesi successivi dovrà essere studiato un progetto alternativo. «Questo significa», spiegano i comitati cittadini per l'ambiente, «che è tecnicamente possibile individuare un tracciato diverso da quello della dorsale appenninica E’ fondamentale, perciò, che nella seduta di martedì 18 ottobre il Consiglio Regionale approvi la risoluzione che è iscritta all’ordine del giorno».

«La Regione non può disattendere la volontà unanime che viene dal territorio: Provincia, Comuni e Comunità Montana», continuano dal comitato. Martedì 18 i cittadini si recheranno all’Aquila, al Consiglio Regionale, per sostenere le ragioni del territorio ed ottenere l’approvazione della risoluzione. Il metanodotto lungo 687 chilometri dovrebbe andare da Massafra (provincia di Taranto) fino a Minerbio, (provincia di Bologna), attraversando dieci regioni, tre parchi nazionali, uno regionale ed oltre venti siti di rilevanza comunitaria e tra questi anche territori ad elevata sismicità di ben quattro Regioni : Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche.

Una polemica, quella sulla struttura, che in Abruzzo si trascina da tempo e si avvita attorno a tre domande: chi beneficerà dell’opera? Quali saranno gli impatti ambientali? Può il gasdotto attraversare una zona sismica? (è risaputo, infatti, che il tratto in cui dovrebbe sorgere, la dorsale appenninica è a rischio ambientale, idrogeologico e simico).

«Ma è necessario che alla guida dei cittadini ci siano i sindaci, i presidenti della Provincia e della Comunità Montana Peligna, i parlamentari, gli amministratori e consiglieri provinciali e comunali, cioè tutti coloro che sono stati eletti per tutelare il bene comune e che, pertanto, non possono mancare di adempiere il loro dovere istituzionale. Ciascuno sarà giudicato per quello che avrà fatto o non fatto per difendere la dignità e i diritti inalienabili della nostra comunità».

14/10/2011 12.06