Avezzano, il no della Provincia alla pista ciclabile sulla circonfucense

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1197

AVEZZANO. Il Comitato mobilità sostenibile marsicana onlus ha incassato un no dalla Provincia di L’Aquila alla proposta di costruire una pista ciclabile sulla circonfucense  in occasione della sua ristrutturazione (rifacimento del manto stradale e risagomatura).

Il motivo del diniego secondo il dirigente provinciale del settore mobilità- viabilità, Francesco Fucetola, «è dovuto principalmente alla presenza di incroci sulla strada che, in presenza di una pista ciclabile, la renderebbero poco sicura ed impraticabile». «La Provincia», argomenta Dario Raglione presidente del comitato marsicano, «va contro  le disposizioni  della legge 366/1998 (obbligo di progettare e realizzare piste ciclabili accanto alla creazione o ristrutturazione di nuove strade)  e, come molte amministrazioni delle nostre zone, dimostra che non c’è il benché minimo riguardo verso gli utenti deboli della strada».

Perché  ogni giorno lavoratori agricoli e braccianti percorrono con le bici le strade del Fucino per recarsi ai campi. Ma su questo punto l’Ente tende la mano. «Non è da escludere», dice, «che potrebbero prevedersi percorsi laterali dedicati esclusivamente al traffico agricolo».

Secondo il Comitato sarebbero tanti i vantaggi cui si dovrebbe rinunciare visto che la circonfucense non è solo una strada di collegamento, ma ha un alto valore simbolico e storico.

 «Sul suo tracciato», dice Raglione, «si trovano alcune tra le testimonianze più antiche della presenza dell’uomo in Abruzzo (le grotte preistoriche), nonché una miriade di siti archeologici di epoche successive,fino ad arrivare ad insediamenti di archeologia industriale (l’ex zuccherificio) ed alla presenza delle opere dell’emissario; la strada disegna le rive del lago che non c’è più e sul suo percorso è collocato uno tra i pochi musei della Marsica, sicuramente il più moderno, Musè, in località Paludi di Celano. Una pista ciclabile costituirebbe quindi un percorso cicloturistico unico che potrebbe collegare tutte queste presenze storiche e far parte di un più ampio percorso cicloturistico che si va delineando, anche con la recente realizzazione della ciclabile dell’altopiano delle Rocche».

 Rinunciare ad una tale occasione, secondo il Comitato, «è segno di miopia e significa non tenere in alcun conto sia la sicurezza dei cittadini, sia le opportunità di sviluppo che un luogo così ricco di storia come la conca del Fucino può offrire».

 

14/10/2011 10.28