Manifesti contro Berlusconi. Il Comune de L'Aquila dice no

Alessandro Biancardi

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Manifesti contro Berlusconi. Il Comune de L'Aquila dice no
LA POLEMICA. L'AQUILA. No all'affissione di alcuni manifesti contro il premier Silvio Berlusconi. Caporale: «violata libertà dell'informazione, imposto un bavaglio».

Un manifesto dallo sfondo bianco e il sole che ride, simbolo dei Verdi. Poco più sotto, a caratteri cubitali, il nome di Silvio Berlusconi. Poi ancora più giù, in stampatello bianco su sfondo rosso fuoco una citazione del premier estrapolata da alcune intercettazioni nell'ambito delle inchieste della procura di Napoli: «io tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei...e vado via da questo paese di merda...». Ancora più sotto, a caratteri ancor più grandi, due parole distribuite su due righe: Berlusconi vergognati. Immediatamente sotto la scritta «sei un presidente del consiglio indegno di rappresentarci. I Verdi chiedono le dimissioni di questo governo che colpisce i deboli, i disabili, gli anziani, e non toglie nulla ai ricchi e alla casta dei politici». La firma è quella di Walter Caporale, capogruppo in Consiglio regionale dei Verdi.

Questo manifesto, pronto per essere affisso, in realtà non comparirà mai sui muri del capoluogo di regione, come racconta proprio Caporale. Il comandante della Polizia Municipale dell’Aquila ne ha vietato l'affissione a causa dell'«utilizzo di termini che sebbene, purtroppo, di uso quotidiano, potrebbero risultare eccessivamente espliciti soprattutto nei confronti dei soggetti minori».

Così il manifesto resterà in soffitta.

«ll comandante», protesta però Caporale, «dimentica un piccolo particolare: la frase riportata è stata espressa dal presidente del Consiglio e non dal sottoscritto. Dunque, premesso che abbiamo già pagato per le affissioni all’Aquila, ci preme precisare al comandante dei Vigili che il divieto andrebbe inviato a Berlusconi e non ai Verdi».

«La libertà di informazione», continua Caporale, «esige che non venga vietato nulla che possa permettere all’opinione pubblica di informarsi e di conoscere quello che i nostri politici dichiarano: chiediamo il diritto di libertà di pensiero. Riteniamo gravissimo il bavaglio che qualcuno vuole mettere anche sulle affissioni, sindacando sul messaggio dei manifesti: non siamo in una dittatura, ed abbiamo quindi il diritto-dovere di informare i cittadini».

28/09/2011 14.47