Valle dei Fiori, nuovo stop. Wwf: «occasione per rivedere scelte errate»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Ieri nuovo ''round'' a favore degli oppositori: fallita la conferenza dei servizi per far andare avanti la discarica. Wwf: «Bussi non ha insegnato niente».

La conferenza dei servizi convocata dal Servizio Rifiuti della Regione Abruzzo sull'attuazione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Discarica di Valle dei Fiori è fallita e non ha potuto prendere decisioni di sorta. Documenti non inviati agli enti partecipanti, evidenti discrasie nella procedura e le fortissime critiche avanzate al progetto, anche con una nota scritta posta agli atti della conferenza da parte del Wwf, hanno fatto sì che la Conferenza dovesse essere rinviata a data da destinarsi.

Adesso gli ambientalisti tirano un sospiro di sollievo: «questa è una occasione per rivedere scelte palesemente errate».

E tra le scelte errate i contestatori ci ficcano anche la scelta di utilizzare pozzi dell'acqua potabile come “pozzi spia” per il monitoraggio del potenziale inquinamento della mega-discarica.

L'Aciam ha comunicato nuovamente all'Arta in una nota del marzo 2011 di aver identificato i pozzi di Venere del Consorzio Acquedottistico Marsicano Cam per ''fare la spia''. Questi stessi pozzi, ricorda oggi il Wwf, erano stati indicati fin dall'inizio nel progetto approvato dal Comitato Via della Regione e ora sono stati confermati dall'Aciam anche per il monitoraggio delle operazioni di rimozione di alcuni rifiuti abbancati abusivamente nel sito di Valle dei Fiori, al fine di costruire la megadiscarica da 350.000 mc. già approvata.

«Esprimiamo tutto il nostro stupore e anche indignazione per questa proposta del tutto illogica e rischiosa», commenta Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo, «non solo per l'ambiente ma direttamente per la salute umana. L'incredibile scelta di pozzi per la produzione di acqua destinata al consumo umano quali pozzi-spia è uno dei motivi del ricorso che abbiamo proposto al Tar contro la realizzazione della discarica di Valle dei Fiori nella Marsica. Ora, come se niente fosse, l'Aciam riconferma questa scelta non solo per la discarica ma anche per il monitoraggio dell'eventuale inquinamento durante le operazioni propedeutiche alla realizzazione della stessa per eliminare alcuni rifiuti abbancati abusivamente nel sito».

L'area di Valle dei Fiori è altamente permeabile, ricordano gli ambientalisti, e non è affatto un segreto dal momento che la situazione era stata ammessa anche nelle relazioni dei progettisti di Aciam. «La dispersione fino alla falda di un inquinante potrebbe avvenire facilmente», continua De Sanctis, «e con velocità tale da rendere inutile qualsiasi precauzione. Basti pensare agli incidenti che possono sempre accadere in impianti tecnologici oppure rimuovendo rifiuti gettati abusivamente – è il caso, a mero titolo di esempio, dei bidoni con oli esausti e pericolosissimi PCB che spesso si trovano nelle vecchie discariche incontrollate».

«I gravissimi casi di inquinamento di pozzi, come quelli di Bussi e Pineto, destinati al consumo umano e contaminati da sostanze pericolose provenienti da siti a monte, non paiono aver insegnato nulla», chiude con amarezza il Wwf.

09/09/2011 12.31

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