Piano sanitario, Silveri chiede confronto ma non chiama l’Università de L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA.  «Spero che l’università de L’Aquila non sia stata citata a causa di una sintesi giornalistica incompleta».

 Con queste parole il rettore dell’università de L’Aquila, Ferdinando Di Orio, commenta la frase che il manager della Asl Avezzano-Sulmona- L’Aquila, Giancarlo Silveri, pronunciava in vista dell’approvazione del piano sanitario, non citando  l’ateneo aquilano, tra le parti da convocare. «Il piano avrà una versione definitiva solo dopo l'incontro con tutte le parti interessate, medici, sindacati e cittadini», era la dichiarazione di Silveri, riportata da “ Il Centro”  il 5 settembre scorso. Ed ora il numero uno dell’Ateneo chiede chiarimenti.

«Perché», precisa, «non è possibile che nel percorso di consultazioni e confronti  che avranno inizio il 15 settembre noi non siamo stati citati.  La facoltà di medicina e chirurgia, attore naturale e prosecuzione della Asl non può rimanere nell’ombra. Mi rammarico del fatto che la facoltà  non sia stata interpellata nella fase istruttoria che ha preceduto la presentazione dell’atto aziendale(un documento che ridisegnerà l’assetto sanitario territoriale)».

Che si tratti di un incidente diplomatico in piena regola, di una gaffe, una dimenticanza, o di una incompletezza, poco importa al rettore dell’università che torna a ribadire l’importanza e la centralità dell’ateneo.

«L’università », continua, «attira studenti e permette il progresso ed il miglioramento del territorio. Basti pensare, ed è cosa di questi giorni, ai 5.000 studenti che in questi giorni si sono sottoposti ai test di ingresso alla facoltà di medicina. Mi risulta che molti hanno preso alloggio a L'Aquila e nelle frazioni e paesi vicini tanto che ieri sera, circondato da studenti e dalle loro famiglie, ho  impiegato molto del mio tempo per trovare sistemazioni adeguate. Ora mi chiedo, tutto questo  afflusso sarebbe possibile senza la facoltà di medicina ?»

Ed il timore del rettore è che questa “dimenticanza” di Silveri possa adombrare una realtà difficile da accettare.

«Spero che non si stia verificando quello che il consigliere comunale Roberto Tinari ha dichiarato  “il nostro ospedale non è più considerato dall'Asl come la sede naturale dell'Università dell'Aquila”. Sarebbe una strategia che certamente contrasta con gli interessi del territorio».

E’ per questo che l’auspicio del rettore Di Orio è che si ricrei una condivisione e che venga resa pubblica al più presto un’agenda di confronto sull’atto aziendale tra gli organi accademici e la Asl.

09/09/2011 12.26