Rocca Di Cambio, «conflitto di interesse per il sindaco». Tar annulla una delibera

Alessandro Biancardi

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ROCCA DI CAMBIO. Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso, patrocinato dall'avvocato Sandro Pasquali, presentato dai consiglieri del gruppo di minoranza e alcuni cittadini di Rocca di Cambio.

Al centro della diatriba che è finita davanti al tribunale amministrativo regionale il conflitto di interesse del sindaco del noto centro montano, nonché direttore della stazione di Campo Felice, e di alcuni consiglieri comunali. Il Tar ha riconosciuto il grave conflitto di interesse del primo cittadino e due comunali , uno affittuario di un locale e l’altro dipendente, che hanno votato congiuntamente al sindaco-direttore una delibera, che abbassava i canoni di uso civico alla società Campo Felice.

«Occorre rilevare», scrivono i magistrati Cesare Mastrocola (presidente), Paolo Passoni (consigliere), Maria Abbruzzese (consigliere, estensore), «che il sindaco, che ha partecipato alla votazione, risultava, all’epoca della deliberazione impugnata, dipendente della società Campo Felice (quale dirigente con funzioni di direttore piste). Orbene», si legge sempre nella sentenza, «non può certo argomentarsi che la posizione del sindaco fosse “neutra” rispetto al suo datore di lavoro e che non fosse configurabile in astratto un suo “coinvolgimento” nella situazione in questione, tale da minare l’obbligo di indipendenza e imparzialità. Lo stesso sindaco risultava inoltre (all’epoca della delibera impugnata) locatario di un locale di proprietà della società, circostanza che integra l’esistenza di un ulteriore relazione con il concessionario di tipo contrattuale, relazione che l’art. 51 c.p.c., n.3 qualifica come tale da radicare l’obbligo di astensione in capo al Giudice obbligato alla terzietà».

«Analoga relazione», sottolinea ancora il Tar, «è riscontrabile tra la concessionaria e il consigliere Piero Pietropaoli». Il consigliere Simone Sulpizio risulta invece essere dipendente della società Campo Felice.

«Ne discende che, a prescindere dal concreto apporto fornito dai tre soggetti alla deliberazione, ovvero dall’effettiva utilità trasferita alla concessionaria, che, peraltro, indubbiamente esiste posto che la delibera in concreto ha fissato condizioni di concessione più favorevoli alla controinteressata di quelle in precedenza definite, non è dubbio che la loro partecipazione alla deliberazione può avere inciso, anche solo potenzialmente, in perspicua considerazione della natura ampiamente discrezionale della decisione come sopra spiegato, sul contenuto della deliberazione medesima».

Sempre il Tar ha dichiarato illegittimo anche il permesso a costruire rilasciato per la stazione di pompaggio , rendendo di fatto abusivo tale edificio, che sorge su terreni gravati di uso civico sottoposti a vincolo ambientale e pertanto non soggetti a sanatoria.

Il Tar ha condannato il Comune di Rocca di Cambio e la società Campo Felice al pagamento delle spese di giudizio in favore dei ricorrenti che si liquidano in complessivi 3 mila euro. 

06/09/2011 14.27