Barisciano, la minoranza si arrende: «impossibile svolgere i nostri doveri istituzionali»

Alessandro Biancardi

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BARISCIANO. Si è arrivati al limite. I consiglieri di minoranza, dopo mesi di lotte che a nulla hanno portato, gettano la spugna e annunciano la propria autosospensione.

 

Lo fanno con una lettera spedita nei giorni scorsi al sindaco, ai membri del Consiglio ma anche alla Procura della Repubblica aquilana, al prefetto, al governatore Chiodi e al presidente della Provincia Del Corvo. Il capogruppo Walter Salvatore parla di «impossibilità di svolgere compiutamente i propri doveri istituzionali» ed elenca tutta una serie di ostacoli incontrati (e mai superati) negli ultimi mesi. Salvatore racconta della «mancata evasione, da parte degli organi comunali competenti, di specifiche e puntuali richieste d’atti»; della «persistente mortificazione del ruolo e dei compiti del consiglio comunale che viene convocato solo quando occorre approvare atti obbligatori o ratificare scelte già effettuate in altre sedi».

Ma si parla anche di «ribaltamento ed inosservanza delle norme più elementari che vedono la Giunta comunale arrogare a se ruoli e compiti che sono invece inderogabilmente di competenza del Consiglio comunale» e della conseguente impossibilità, per il gruppo di minoranza, «di svolgere compiutamente le dovute attività di controllo».

La situazione al momento sembra definitivamente compromessa anche se la minoranza lascia una porta aperta: «quando e Se, in seno al Comune di Barisciano, sarà ripristinato lo stato di diritto, l’osservanza delle vigenti normative e la dovuta trasparenza, il gruppo di minoranza riprenderà il proprio posto in seno al Consiglio».

28/09/2010 8.55