Sulmona: polemiche sul nuovo padiglione carcerario. Uil: «problemi irrisolti»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. La Uil dice no all’apertura di un nuovo reparto carcerario a Sulmona e spiega perché.

Secondo il sindacato, l’ampliamento della struttura carceraria di Sulmona che sarà dotata di un nuovo padiglione, in grado di accogliere 200 detenuti, «non risolverà affatto l’annoso problema del sovraffollamento delle carceri abruzzesi, anzi lo peggiorerà».

Questo perché, secondo la Uil, il problema è a monte e si chiama «mala gestione del sistema carcerario».

Sono la mancanza di fondi per la sicurezza e salubrità dell’istituto, la carenza di organico (il personale della polizia penitenziari oggi è sotto di decine e decine di unità) e i debiti contratti con il personale per le missioni non pagate ( a tal proposito la Uil sta raccogliendo adesioni per la presentazione di decreti ingiuntivi che saranno gratuiti per gli iscritti), la vera piaga del carcere di Sulmona.

«Non si può pensare di fare il nuovo padiglione senza prima risolvere questi problemi», commenta Uil, «la funzionalità del carcere non si recupererà in questo modo. Come faranno le già poche unità di polizia penitenziaria a gestire un ulteriore reparto se a stento riescono ad amministrare quelli attuali?»

E le critiche del sindacato investono Franco Ionta, commissario delegato per il piano carceri e Antonio Morgante, coordinatore della struttura per l'attuazione del programma di Governo della Regione Abruzzo, firmatari dell’accordo del 19 luglio scorso con il ministro della giustizia Angelino Alfano sull'ampliamento dell'istituto penitenziario di Sulmona di via Lamaccio.

11 milioni di euro la somma stanziata per la realizzazione del padiglione nell’ambito del piano carceri elaborato dal governo. «E’ assurdo che il presidente Chiodi abbia salutato con entusiasmo quest’accordo», ha commentato la Uil, «definendolo una occasione importante che ridarà dignità e funzionalità al carcere di Sulmona».

Di tutt’altro avviso è il commissario Ionta, firmatario dell’accordo, che commenta così il progetto: «il sovraffollamento delle carceri determina condizioni di vita dei detenuti e di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria che necessitano una soluzione urgente. La realizzazione di nuove strutture detentive (come questa del padiglione) dà una risposta immediata all'emergenza in atto».

Marirosa Barbieri 25/07/2011 11.54