L’Aquila: lettere anonime contro l’arcivescovo Molinari. E la Curia lo difende

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Un gruppo di sedicenti sacerdoti aquilani, «stanchi e mortificati», per quello che succede in Curia. Sono loro gli autori delle lettere anonime recapitate nei giorni scorsi a varie redazioni di giornali tra cui Il Centro.

E sempre loro che si firmano «gruppo di preti aquilani» e «Il clero aquilano stanco e mortificato» annunciano che presto usciranno allo scoperto. Ma dopo la loro prima missiva che iniziava così»facciamo seguito all'articolo apparso sul Centro che riprendeva alcune considerazioni dell'arcivescovo fatte sul quindicinale "Vola" e relative alle divisioni della Chiesa aquilana», ecco che ne arriva una seconda ma stavolta con un documento scritto che dimostrerebbe i dubbi di monsignore Peressin sulla condotta di Molinari.

Si tratta del codicillo numero 11, un documento manoscritto dall'ex arcivescovo dell'Aquila monsignor Mario Peressin: un'aggiunta posticcia al suo testamento e redatta in data 22 agosto 1999.

Uno dei passaggi metterebbe in luce il poco entusiasmo dell’ex arcivescovo verso i membri della Curia, incluso Molinari, «Molinari e alcuni ecclesiastici romani non meritano nulla››, si leggerebbe, «semmai solo biasimo per il loro operato. Tutti loro se la vedranno con il Padre Eterno al quale mi sono sempre affidato in vita e mi affido fiducioso in morte».

Immediata la replica della Curia aquilana che si difende, a mezzo stampa, dalle accuse del gruppo di preti anonimi. «Ormai da qualche tempo è ripresa l'antica abitudine di diffondere lettere anonime sulla situazione della Chiesa aquilana tramite la stampa locale», si legge in una nota, «oltre a biasimare un sistema che ha come unico scopo quello di gettare fango sulla persona dell'arcivescovo e sull'intera Chiesa aquilana, si ricorda e si ribadisce la disponibilità di monsignor Molinari, ben nota agli aquilani, a ricevere e ad ascoltare tutti coloro che, sacerdoti e non, volessero esporre i loro problemi».

E riguardo al codicillo, la Curia precisa che alcuni passaggi, non riportati dai quotidiani, evidenziano come il monsignor Mario Peressin esprimesse dubbi sulla condotta di numerosi prelati e non solo di monsignor Molinari.

«Il codicillo del testamento di monsignor Mario Peressin», dice la Curia, «citava e condannava in modo violentissimo (e ciò dimostrava la non perfetta serenità di quel momento) oltre a qualche porporato e vescovo illustri (degni di ogni rispetto) anche quei sacerdoti che si erano rivolti al Papa per la soluzione dei problemi diocesani; questo però dal quotidiano il Centro non viene riportato. Fu proprio monsignor Peressin a volere come suo successore alla guida della diocesi aquilana lo stesso monsignor Molinari e che, pochi giorni prima della morte, ebbe un intenso momento di spiritualità e di fraternità col suo successore».

Numerosi messaggi di solidarietà verso Molinari, dal mondo laico e religioso. «Continuano a giungere all’Ufficio Comunicazioni della Diocesi le adesioni alla lettera di solidarietà per l’arcivescovo Molinari», ha detto Don Claudio Tracanna direttore dell’Ufficio Comunicazioni della Diocesi dell’Aquila, «se dovessi fare una percentuale, direi che il 99,99 % della diocesi nelle sue due componenti clericale e laica, ha ribadito il proprio affetto per l’arcivescovo, condannando i contenuti e le modalità degli attacchi che l’arcivescovo ha subito da qualche mese ad oggi».

E da Belgrado anche Monignor Orlando Antonini, aquilano e nunzio apostolico, fa sentire la sua voce, deplorando il fatto ed esprimendo solidarietà fraterna all’arcivescovo.

Marirosa Barbieri 23/07/2011 13.22