Metanodotto Snam: nuova audizione in Parlamento. Mancano deputati abruzzesi: comitati furiosi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1732

SULMONA. Dopo la prima audizione in Parlamento nei giorni scorsi i comitati cittadini abruzzesi dicono la loro «sull’ecomostro Snam» (il gasdotto che dovrebbe attraversare la dorsale appenninica passando anche per l’Abruzzo).

Una vera e propria pioggia di critiche quella dei cittadini che non risparmiano politici ed istituzioni locali. «Nel corso dell'audizione alla quale mancavano proprio i deputati abruzzesi Paola Pelino (Pdl) e Maurizio Scelli (Pdl)», dicono i cittadini, «la Snam ha sventolato per l'ennesima volta l'importanza del gasdotto, la sua sicurezza e rispetto delle normative ambientali e sismiche. Anche la centrale di Fukushima era supersicura prima che succedesse quello che tutti sappiamo! La Snam aggiunge di aver ascoltato le comunità interessate. Non ci pare che abbia una grande capacità di ascolto, anzi deve essere proprio sorda perchè non ha ancora capito che le comunità interessate non vogliono un'opera a rischio ambientale, idrogeologico e simico».

Se è vero che non ci sono rischi, dicono i cittadini, come mai in data 7 ottobre 2010 la commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva rilevato l'elevata pericolosità sismica, «sia dal punto di vista della frequenza di eventi che dei valori di magnitudo» dell'area su cui sarebbe sorta la struttura? A fare manforte alla Snam, durante l'audizione, sono stati i due deputati Pdl Gibiino e Stradella i quali hanno definito l'infrastruttura «importante e decisiva per lo sviluppo del Paese».

«I due onorevoli dimenticano però di dire che i consumi di gas in Italia sono in calo», incalzano i comitati, «e che i metanodotti esistenti hanno già oggi una capacità di trasporto che è ben superiore al fabbisogno interno. E questo senza considerare i diversi rigassificatori in progetto. Perché, allora, sconvolgere l'intero Appennino centrale per costruire il nuovo megagasdotto?» La risposta arriverebbe proprio da Gibiino che avrebbe ammesso l'importanza della “Rete Adriatica”(così è chiamato il progetto) nell'ottica di rafforzamento del ruolo della dell'Eni, come rivenditore di gas a Paesi terzi del centro Europa. Non è infatti un mistero che il progetto della Rete Adriatica miri agli approvviggionamenti di gas dal Caucaso, dal Mar Caspio e in genere dal Medio Oriente con i gasdotti ITGI o Poseidon (Interconnessione Turchia- Grecia-Italia) dell'Edison, con il TAP (trans adriatic pipeline) della Svizzera Elg e con il South Stream della joint venture Eni-Gazprom.

E se le amministrazioni locali ed i comitati cittadini continuano a ribadire un no secco al gasdotto, dall'altro lato «la Regione Abruzzo si trincera dietro silenzi», lamentano i comitati, «nessun suo rappresentante né tecnico, né politico si è presentato all'audizione. Ma la Regione da che parte sta? Difende i legittimi diritti delle popolazioni o gli interessi della Snam? Qui l'unico fatto incontrovertibile è una fuga totale dalle proprie responsabilità istituzionali e il totale disinteresse per il nostro territorio».

15/07/2011 11.41