Bando cava di Ofena, il Cospa: «pericolo infiltrazioni criminali»

Alessandro Biancardi

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OFENA. Il Cospa Abruzzo chiede un incontro con il sindaco del Comune di Ofena, Mauro Castagna, e con il prefetto di L’Aquila, Giovanna Iurato, sul bando di gara per la coltivazione dell’area sita in località “Collelungo”.

OFENA. Il Cospa Abruzzo chiede un incontro con il sindaco del Comune di Ofena, Mauro Castagna, e con il prefetto di L’Aquila, Giovanna Iurato, sul bando di gara per la coltivazione dell’area sita in località “Collelungo”.

L'associazione ipotizza la possibilità di infiltrazione di ditte poco lecite nella coltivazione della cava comunale di Ofena e chiede di risolvere tutti i dubbi in poco tempo o meglio «non oltre il giorno 9 luglio, tempo limite per la stipula del contratto tra le parti».

«In caso contrario», annuncia il Cospa, «saremo costretti a rimettere in moto i nostri trattori con rimorchio a seguito e carichi di immondizia per arrivare in Prefettura. Una volta giunti sul posto alziamo i ribaltabili per lasciare l’immondizia al fine di far rendere conto alle autorità cosa significhi avere una discarica davanti casa, per lo più costituita di immondizia altrui».

Nell'esposto l'associazione mette in fila i propri dubbi: primo tra tutti la possibilità di partecipare alla gara ad un raggruppamento temporaneo costituito «solo dal 60% di ditte iscritte alla Camera di Commercio mentre il restante 40% può essere un “pincopallo” qualsiasi».

Dino Rossi avanza una domanda: «come mai non è stato richiesto un consorzio già costituito e consolidato nel tempo? Mi permetto di fare tale osservazione», si legge nell'esposto, «poiché in molte occasioni l’ex prefetto Franco Gabrielli, ora capo della Protezione Civile, e l’attuale prefetto Maria Giovanna Iurato, hanno avvertito i sindaci dei comuni ricadenti nel cratere ad essere attenti circa la possibilità di infiltrazioni di tipo mafiose sia nel settore della ricostruzione che nelle attività estrattive. Ed è, sulla base di tale avvertimento, che si pensa che con questo tipo di bando sarà molto

difficile controllare il restante 40% delle ditte che andranno ad operare nella cava comunale di Ofena».

«È noto a tutti», si legge ancora, «che l’attività estrattiva è particolarmente delicata, in quanto l'Abruzzo non ha un Piano Cave regionale e nemmeno piani provinciali. Quello estrattivo, dunque, è un settore interamente nelle mani dei cavatori, che operano senza alcun controllo effettivo. Una situazione che si ritiene preoccupante in vista della ricostruzione post- terremoto».

Secondo il Cospa il bando sarebbe stato fatto «ad hoc» solo per cambiare gestione ed aumentare i metri cubi di escavazione e non ne conseguirebbero profitti per il Comune poichè il prezzo a base d’asta è stato fissato ad 1,15 contro 1,47 al metro cubo che la ditta attualmente versa al Comune di Ofena ad ogni scadenza.

«In questo modo», tuona l'associazione, «si sono solo aumentati i metri cubi da scavare al fine di liberare l’area più in fretta possibile e utilizzarla come discarica».

L'associazione contesta anche la pubblicazione del bando avvenuta «solo ed esclusivamente sulla Gazzetta della Repubblica Italiana escludendo quella Comunità Europea nonostante si tratti di una cifra consistente».

Rossi ricorda inoltre di aver già spedito alla Procura de L'Aquila un esposto relativo alla cava comunale di Ofena esponendo fatti simili a questi nuovi: «nonostante siano passati più di due anni», contesta Rossi, «stiamo ancora aspettando l’esito delle indagini sperando che non sia andato perso il fascicolo durante il trasloco a causa terremoto». 

02/07/2011 13.29