? Riduzione comunità montane: «Comune Unico Subequano l’unica chance»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dal prossimo primo luglio, grazie alla rideterminazione territoriale, quattro Comunità montane abruzzesi prenderanno il posto delle 11 precedenti.

La "Montagna Sangro Vastese", la "Montagna Pescarese", la "Montagna di L'Aquila" e la "Montagna Marsicana”.

«Mi sembra di poter dire che la Comunità Montana Sirentina dovrà per forza maggiore cessare la sua funzione», commenta il presidente del comune Unico Subequano Berardino Musti. «A fronte di ciò si può affermare che la cocciutaggine dei nostri amministratori non è stata premiata e si può dire con chiarezza che non c’è stata lungimiranza da parte loro nel capire che stavano difendendo un carrozzone che in trentasei anni, istituzione Comunità Montana Sirentina 30 dicembre 1975, di attività amministrativa ha prodotto solo arretratezza nel nostro territorio».

Un vero progetto di sviluppo nel territorio «non c’è mai stato», sostiene Musti. «Non si è voluto o non vi è stata capacità amministrativa di attuare soluzioni che andassero ad incidere strutturalmente sull’economia subequana, quindi non si sono create le condizioni di permanenza della popolazione subequana».

Gli indici demografici indicano un forte invecchiamento della popolazione e nascite al di sotto della media nazionale: al primo gennaio 2011, nei sette paesi della Valle Subequana, i residenti erano 3.528 mentre nell’arco del 2010 ci sono stati 71 decessi e 15 nascite, ( fonte istat ).

«Sono dati allarmanti», continua il presidente, «che in modo inequivocabile dicono che vi è stata carenza di idee o mancanza di volontà per arrestare lo spopolamento, una vera piaga per il nostro territorio agonizzante. Purtroppo la politica sino ad oggi non propone e non opera, mentre dovrebbe prendere coscienza che l’estinzione del popolo subequano in modo lento ma costante è vicina. Il nostro territorio ha bisogno della Politica con la “P” maiuscola e di amministratori capaci di rompere i vecchi equilibri per dare speranza di sopravvivenza a questa nostra cara terra, che sappiano analizzare con estrema lucidità le novità da apportare nella gestione amministrativa e che abbiano chiaro quando si sia prossimi al punto di non ritorno, amministratori capaci di prendere decisioni con celerità perché non vi è più tempo da perdere».

«Un Comune unico potrebbe dare risposte concrete, al contrario la frammentazione non solo indebolisce la rappresentanza ma costituisce un aggravio dei costi per il territorio. Diversamente si continuerà a gettare una luce sinistra sulle prospettive di sopravvivenza del nostro territorio. Il Movimento per il Comune Unico Subequano da tempo si è posto il problema dello spopolamento e del conseguente irreversibile sfibramento del tessuto sociale, ma il nostro messaggio non è stato recepito dai nostri amministratori reticenti anche a far eseguire uno Studio di Fattibilità finanziato peraltro dalla Regione, probabilmente perché non interessati al raggiungimento del Comune Unico».

27/06/2011 10.12