L’Aquila, Case Ater, Pd: «lavori fermi a 26 mesi dal sisma»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. A due anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila, sono ancora fermi i lavori che riguardano gli edifici classificati come E, gravemente danneggiati dal sisma.

Secondo il piano di recupero delle strutture terremotate, una prima ordinanza numero 3803 del 15 agosto 2009, attribuiva all’Ater il compito di ricostruire gli edifici classificati come A, B, C ed E con un budget a disposizione di 150 milioni di euro.

Solo pochi mesi dopo, ad ottobre, una nuova ordinanza, la n.3817 del 16 ottobre, riconosceva nel Provveditorato alle opere pubbliche, l’ente preposto alla ricostruzione delle strutture. E’ novembre 2009 quando il presidente della regione Gianni Chiodi e commissario delegato alla ricostruzione decide per una terza soluzione: una convenzione con Ater e provveditorato che stabilisca l’affidamento dei lavori delle strutture A,B,C all’Ater, con uno stanziamento di 23 milioni di euro e al Provveditorato la ricostruzione degli edifici classificati come E, con fondi pari a 84 milioni di euro.

A distanza di due anni, Giuseppe Di Pangrazio, consigliere regionale Pd, fa un bilancio della situazione attuale delle strutture dipingendo un quadro che definisce «increscioso».

«Mentre il commissario Ater», afferma Di Pangrazio nel corso di un’interrogazione del 7 giugno al consiglio regionale, «ha svolto e continua a svolgere in maniera efficiente il proprio mandato, prevedendo la chiusura dei lavori e riconsegna di tutti gli alloggi entro dicembre 2011, non vengono forniti dati e informazioni per quanto riguarda gli interventi necessari alla ricostruzione degli edifici classificati E di competenza del Provveditorato alle opere pubbliche».

Da ciò ne deriva, secondo il consigliere, che per gli alloggi classificati E non è stato ancora fatto «nulla››.

In sostanza, soldi stanziati ma lavori fermi. E mentre promette un’ interpellanza per andare a fondo nella questione, Di Pangrazio mette in luce «i disagi nono solo in termini economici per i cittadini (gli 84 milioni di euro previsti nella convenzione del 2009 hanno perso e continuano nel tempo a perdere valore) ma anche la stanchezza per una situazione che si sta trascinando».

Il pensiero del consigliere è rivolto anche al presidente della Giunta Gianni Chiodi, sostituito in aula dal vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione.

Secondo Di Prancazio «l’assenteismo del presidente quando si trattano in sede di Consiglio temi così delicati ed importanti sarebbe indice di scarsa considerazione per le istituzioni e soprattutto di scarsa attenzione per le necessità dei cittadini».

09/06/2011 9.29