Il Governo convoca gli studenti aquilani. Martedì l'incontro a Roma

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Le grida di protesta degli studenti aquilani sono arrivate lontano.

  La  Commissione Cultura della Camera ha invitato per un audizione informale, Clara Calvacchi, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Scienze della Formazione e Coordinatore Anief della provincia dell’Aquila.

Calvacchi si recherà martedì prossimo al Parlamento, accompagnata da una delegazione di studenti capeggiata dallo studente Ilario Folco, per far comprendere «la grave ingiustizia» subìta dai laureandi e laureati abruzzesi.

Gli studenti di Scienze della formazione dell'Aquila, da giorni sono mobilitati contro la decisione da parte del Governo,  di bloccare l’accesso alle graduatorie per l'insegnamento a tutti gli iscritti alla Facoltà di Scienze della formazione dell'Aquila  dal 2008 in poi. Impedendogli di accedere all’insegnamento dopo anni di studio, sacrifici e soldi spesi in corsi abilitanti a numero chiuso, istituiti dal Miur.

«Gli universitari», spiega Calvacchi, «si rifiutano di restare a guardare passivi e con  grinta e determinazione, continuano la loro battaglia per vedere riconosciuti i loro diritti».

La laurea in Scienze della formazione primaria ha assunto valore abilitante, ai sensi dell’art. 5, della legge 28 marzo 2003, n. 53. (recita la tabella di valutazione dei titoli culturali), la loro esclusione dalle graduatorie «è ingiusta e dannosa», sostiene la rappresentante, «poiché avendo una preparazione a livello universitario apporterebbero alla scuola un vento nuovo di competenze didattiche, pedagogiche, metodologiche su ambiti divenuti centrali per i futuri cittadini europei, soprattutto nell’apprendimento precoce della lingua, dell’intercultura e delle abilità informatiche».

«Con la nostra preparazione», continua Calvacchi, «andremmo a coprire posti vacanti e attualmente occupati da chi non ha titoli, quando abbiamo iniziato il nostro percorso sapevamo che molte cattedre erano scoperte, soprattutto su lingua e sostegno, non capiamo perché il Ministero continua a pagare persone prive di titoli, quando potrebbe tranquillamente assumere persone in possesso  delle competenze  richieste, danneggiando gli studenti e i cittadini che pagano e vogliono per i loro figli una scuola migliore». 

Gli studenti chiedono il sostegno e la partecipazione attiva di tutti i deputati e senatori abruzzesi «nel ridare un futuro agli studenti aquilani».

28/05/2011 8.45