Funivia Gran Sasso: «a rischio 3,5 milioni di euro di finanziamenti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E’ vero che la Protezione civile starebbe per riprendersi il finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro concessi per la revisione della funivia del Gran Sasso?

 

 

La domanda la pone il consigliere di Mpa, Emanuele Imprudente, che imputa la possibilità di veder perdere i soldi ai gravi ritardi del Comune dell’Aquila.

«A che punto sta effettivamente la procedura per tale operazione?», domanda il consigliere, visto il rincorrersi delle voci «e la mancanza di chiarezza» da parte del sindaco Cialente? «Cosa pensa l’amministrazione attiva dei danni gravissimi che avrebbero le attività produttive che ruotano intorno al Gran Sasso, in caso la funivia non dovesse ripartire?»

Queste domande Imprudente le ha girate al primo cittadino in un’interrogazione da discutere in una delle prossime sedute del Consiglio comunale. La situazione della funivia, del Centro turistico, e del complessivo sistema “Gran Sasso” sta assumendo dei «contorni gravissimi». Il non funzionamento del mezzo di trasporto significa infatti per il territorio il rischio di cancellare il turismo sulla montagna aquila, con conseguenze facilmente intuibili come la chiusura e il fallimento delle aziende di settore, con immensi danni economici e occupazionali per il territorio.

«Tutto questo», contesta il consigliere di Mpa, «avviene mentre si continua a dire che la ripresa delle attività produttive è fondamentale per la ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto». E’ trascorso un anno da quando la Protezione civile nazionale ha concesso il finanziamento per la revisione della funivia e i lavori non sono iniziati. Nella più rosea delle previsioni che avanza Imprudente, occorreranno 5 mesi, visto che l’affidamento delle opere prescritte, in seguito a gara, sarebbe stato revocato e riassegnato ad altra ditta, classificata al secondo posto, con aggravi considerevoli di tempi.

«Il sindaco, per una volta, faccia chiarezza su questo delicatissimo problema e faccia conoscere alla città come realmente stanno le cose», chiede ancora il consigliere. «Soprattutto, se è vero che la Protezione civile nazionale, visti i ritardi considerevoli, avrebbe già attivato la procedura per riprendersi il finanziamento. I responsabili di tali ritardi vanno trovati».

 21/09/2010 14.11