San Salvatore, la Cisl chiede una mensa interna all'ospedale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L’attivazione di una mensa interna all’ospedale San Salvatore, con pasti serviti caldi e preparanti sul momento, per degenti e dipendenti.

E’ la richiesta avanzata dalla Cisl, che a più di due anni di distanza dal terremoto evidenzia «la mancanza di un servizio essenziale, interrotto a causa dell’evento sismico e non ancora ripristinato».

L’argomento, inserito all’ordine del giorno dell’ultima riunione tra organizzazioni sindacali e direzione della Asl, è stato rinviato.

«Al momento», afferma Gianfranco Giorgi, segretario regionale Cisl, «l’azienda non è in grado di proporre una soluzione. Insieme alle altre sigle sindacali abbiamo avanzato una serie di richieste che riguardano l’intera Asl: all’Aquila è attiva solo una mensa che fornisce pasti precotti per i reparti di degenza e il personale in servizio, e che qualitativamente non soddisfa appieno, mentre il personale amministrativo, dislocato nei vari uffici periferici, è costretto a consumare il pranzo al sacco sulla scrivania. Ad Avezzano e Sulmona la mensa per i dipendenti non è stata mai attivata, mentre gli amministrativi usufruiscono del buono mensa».

Alla luce di quanto esposto la Cisl sottolinea «l’evidente disparità di trattamento tra i lavoratori di un’unica Asl, che applica tuttavia metodologie diverse a seconda dei territori».

«Da due anni sollecitiamo una soluzione definitiva, che vada incontro alle esigenze di tutti gli operatori, i degenti e gli presidi ospedalieri del territorio», incalza Giorgi, «soluzione univoca e imparziale, che può tradursi nell’attivazione delle mense, in tutti gli ospedali, con pasti preparati in cucina o nella distribuzione dei buoni mensa per il personale della Asl, senza differenze di sorta. Nonostante le numerose sollecitazioni, con lettere ufficiali e richieste di incontro, la direzione della Asl si è presentata all’ultima riunione senza soluzioni e ha chiesto un nuovo rinvio della discussione in quanto, al momento, non è in grado di sostenere economicamente la spesa per la distribuzione dei buoni pasto a coloro che ne hanno diritto. Buoni pasto di cui usufruiscono ormai quasi tutti i dipendenti pubblici».

19/05/2011 15.10