Sulmona, ambulanza senza ossigeno: uomo rischia la vita

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Uomo di 60 anni presenta una denuncia al Tribunale del malato. 

Ha rischiato di morire dopo essere rimasto senza ossigeno durante un trasferimento da Sulmona a L'Aquila in autoambulanza. E solo perché i medici che lo accompagnavano, non si sarebbero fermati a ricaricare le bombole nell'ospedale di Avezzano.

E' l'episodio che ha visto protagonista un 60enne di Corfinio il quale, dopo essere scampato al pericolo si è rivolto alla magistratura per denunciare quanto gli è accaduto.

L'episodio si è verificato nel febbraio scorso quando l'uomo è stato accompagnato all'ospedale di Sulmona per una grave carenza respiratoria. Viste le condizioni critiche, i medici del pronto soccorso hanno deciso di trasferirlo all'Aquila in autoambulanza. All'altezza di Avezzano, è finita la scorta di ossigeno e gli addetti al trasferimento anziché uscire nel capoluogo marsicano per rifornire la bombola, hanno deciso di proseguire per il capoluogo di regione.

L'uomo è arrivato al San Salvatore con un deficit respiratorio dell'80 per cento: appena in tempo per salvargli la vita.

Ma quell'esperienza non lo ha lasciato indifferente, così lo scorso 27 aprile, il 60enne ha presentato tramite il tribunale per i diritti del malato una denuncia querela contro chi aveva preso quella decisione che gli aveva fatto rischiare la vita.

E sempre il tribunale per i diritti del malato ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Sulmona per accertare le condizioni igieniche e sanitarie dei locali del centro unico di prenotazione (Cup), della struttura ospedaliera peligna.

«Dopo aver atteso, inutilmente, i necessari provvedimenti da parte della Asl», ha detto il responsabile regionale del Tdm, Edoardo Facchini , «abbiamo deciso di rivolgerci alla magistratura denunciando i gravi disagi ai quali sono sottoposti gli utenti che giornalmente si rivolgono allo sportello. Solo questa mattina c'erano 150 persone in attesa, a fronte di spazi angusti e inadeguati».

Il tribunale per i diritti del malato ha chiesto l'intervento dei Nas «anche perché - si legge nella denuncia - il Cup è spesso frequentato da persone con problemi di deambulazione e da utenti che in più di un'occasione hanno avvertito malori».

04/05/2011 10.02