Trovate 50 mummie a Casentino. «ritrovamento eccezionale»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Clamorosa scoperta dopo il terremoto che ha devastato la città.

 

Sono stati trovati circa 150 corpi localizzati nell'ambiente sottostante il presbiterio della chiesa di San Giovanni Evangelista di Casentino, frazione del Comune di Sant'Eusanio Forconese, provincia de L'Aquila. Dei corpi ritrovati, una cinquantina sono mummificati e perfettamente vestiti con abiti risalenti alla moda francese di epoca napoleonica.

Secondo quanto si è appreso i corpi sarebbero stati sistemati in quello spazio dopo una pestilenza risalente all'Ottocento.

La segnalazione della presenza di questi corpi era stata fatta dai Vigili del fuoco già dopo un sopralluogo successivo al terremoto del 6 aprile 2009.

E' in atto in questi giorni la riesumazione dei corpi mummificati e degli scheletri: in particolare le mummie che hanno un buon processo di mummificazione saranno trasferite per essere studiate a Chieti presso la sede della Soprintendenza Archeologica.

L'operazione è coordinata dal vice commissario per i Beni Culturali, Luciano Marchetti e dalla stessa Soprintendenza archeologica di Chieti. In questo momento è in atto un sopralluogo sul posto.

«E’ un ritrovamento antropologico eccezionale quello avvenuto sotto l’Altare Maggiore della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Casentino che sarà adeguatamente studiato ma che pone da subito dei problemi, per questo ho chiesto un incontro con il Commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi», ha spiegato il vice commissario per la tutela del patrimonio culturale nel territorio colpito dal sisma, Luciano Marchetti, che stamattina si è recato in sopralluogo presso la Chiesa parrocchiale di Casentino, una frazione del Comune di Fossa, gravemente danneggiata dal sisma del 2009, dove durante i lavori di messa in sicurezza sono state rinvenute un centinaio di mummie di varia età e ceto sociale.

«Ora in accordo con il Commissario e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici per l’Abruzzo si dovrà decidere – continua Marchetti – dove portare questi reperti antropologici per un’attenta azione di tutela, per poterli conservare e studiare in modo da per continuare l’intervento di messa in sicurezza dell’edificio sacro».

21/04/2011 17.12