Centrale Snam, «l’unica strada è la lotta»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Anche i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona aderiscono alla mobilitazione generale contro la centrale Snam.

In questo modo ‘sposano’ l’iniziativa del sindaco, che si è detto pronto ad occupare con i trattori i terreni su cui la Snam vuole costruire la centrale. 

«Bene – sottolinea il comitato in una nota - se lo farà saremo con lui e, insieme a noi, pensiamo che  ci saranno tanti cittadini. A situazioni straordinarie non si può che rispondere in modo straordinario. La misura è ormai colma». 

I rappresentanti del Comitato denunciano l’abbandono da parte delle istituzioni, che anzi si ricordano del territorio solo per ‘speculazioni’ e ‘sfruttamento’.

«Nonostante i danni del terremoto siamo fuori dal cratere – puntualizzano - Il nostro territorio, zona sismica di primo grado, ha un enorme bisogno di essere messo in sicurezza. Ma per ora neppure un euro è destinato a questo scopo.

Per di più il Governo nazionale ha deciso di esporci a rischi ancora più elevati, autorizzando vere e proprie bombe ad orologeria quali sono il metanodotto e la centrale di compressione. Tutto ciò è al di fuori di ogni logica». 

Sulla centrale Snam si sono espressi negativamente cittadini, associazioni ambientaliste ed esponenti politici. Anche il Consiglio comunale di Sulmona ha detto no all’insediamento, ma finora tutti gli appelli sono rimasti inascoltati. 

Il Comitato per l’ambiente si è rivolto anche alla Provincia, chiedendo che si attivi con il ricorso al Tar per bloccare il progetto

Ora hanno deciso «di dire basta»  e chiedono al sindaco di Sulmona, Fabio Federico, di convocare gli “stati generali” del territorio, con amministratori pubblici, associazioni e cittadini. 

«Si ponga alla testa di un movimento istituzionale e popolare – sottolineano gli esponenti del comitato - che abbia volontà e capacità di farsi ascoltare dal Governo nazionale e da quello regionale. Se il sindaco Federico tra la rassegnazione e la battaglia sceglie quest’ultima – concludono - siamo pienamente con lui. Ma che sia battaglia vera!».

21/04/2011 11.20