Madoff dei Parioli: «Carispaq non seguì norme antiriciclaggio»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'inchiesta che ha portato all'arresto del ''Maddof dei Parioli'', ancora in carcere, continua.

Con la promessa di rendimenti tra l'8 e il 12% (ma il mercato a malapena riesce ad arrivare al 4%) la Egp Italia era riuscita ad attrarre i risparmi di una clientela enorme.

 Gli investimenti, però, venivano rimborsati solo ad alcuni e poi, tramite passaparola, convincevano altri ad affidare i loro risparmi alla Egp Italia. E' questo il quadro dell'inchiesta dei pm Luca Pescaroli e Francesco Ciardi, che in coordinamento con il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi, hanno chiesto e ottenuto lo scorso 24 marzo l'arresto di cinque persone. A finire nei guai sono Gianfranco Lande, numero uno della Egp Italia; il direttore Raffaella Raspi, suo fratello Andrea, Roberto Torregiani e Giampiero Castellani.

I reati contestati vanno, a seconda delle posizioni, dall'associazione per delinquere alla truffa dall'ostacolo alla vigilanza all'abusivismo finanziario all'esercizio abusivo dell'attività bancaria. Tra i clienti, parti offese della Egp, ci sono molti nomi noti, vip e personaggi dello spettacolo.

Ma a quasi un mese dagli arresti le indagini vanno avanti e così nelle ultime ore sono scattati accertamenti sull'azione di vigilanza di Bankitalia, ma soprattutto sugli istituti di credito, in particolare, la Cassa di Risparmio dell'Aquila (Carispaq), utilizzati dalla cosiddetta "Banda dei Parioli" per le operazioni finanziarie legate agli investimenti dei propri clienti.

L'istituto di credito aquilano, secondo la ricostruzione degli inquirenti romani, sarebbe stata utilizzata da Lande da collettore di lancio per trasferire all’estero (e per far rientrare in Italia) i soldi che incassava dai suoi investitori.

Nei giorni scorsi gli ispettori sono piombati a L'Aquila per controlli e verifiche.

Il pm Luca Tescaroli, titolare degli accertamenti sulla megatruffa da 170 milioni di euro, adesso vuole capire per quale motivo, a fronte della movimentazione di ingenti somme di danaro da parte della "Eim" di Lande, società non abilitata a raccogliere denaro di risparmiatori, non ci siano state segnalazioni dal mondo bancario, così come previsto dalle norme antiriciclaggio.

Il ruolo delle Banche, dunque, ma anche quello di palazzo Koch, deputato a verificare il rispetto delle norme antiriciclaggio, sono dunque nel mirino degli inquirenti della procura capitolina.

Nel fascicolo processuale è già finita una memoria di Bankitalia in cui viene dato un giudizio negativo sull'operato di Carispaq attribuendogli di fatto ogni responsabilità per non aver fatto alcuna segnalazione a fronte di importanti movimentazioni di denaro. Ma tutto ciò al pm potrebbe non bastare.

Da qui la concreta possibilità che la Guardia di Finanza si presenti in Bankitalia per acquisire ogni documento utile all'indagine e capire perchè gli ispettori si siano attivati solo ad arresti avvenuti. Chi indaga, infatti, ha forte il sospetto che non solo la Carispaq ma anche altri istituti bancari abbiano agito a beneficio di Lande e dei suoi collaboratori eludendo ogni sistema di controllo.

Intanto, alla luce degli sviluppi delle indagini, sembra profilarsi a breve un nuovo interrogatorio per Lande, detenuto a Regina Coeli dal 24 marzo scorso, mentre si terranno quasi certamente in settimana quelli di Raffaella Raspi, compagna del cosiddetto "Madoff dei Parioli", e del fratello Andrea.

19/04/2011 9.19