LA REPLICA


Stop lavori sottoservizi L’Aquila, Frattale: «una proposta assurda»

L’idea di benedetti non piace al responsabile di Asse Centrale Scarl

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Stop lavori sottoservizi L’Aquila, Frattale: «una proposta assurda»

L'AQUILA. «Una proposta assurda», una «ipotesi senza alcuna fattibilità pratica».

Così Gianni Frattale, responsabile Asse Centrale Scarl, definisce la proposta avanzata dal presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti, di bloccare l’appalto sui sottoservizi in città per consentire ai commercianti di riappropriarsi quanto prima del centro storico.

Secondo Frattale la proposta di Benedetti è alimentata esclusivamente dalla campagna elettorale, per il resto va cestinata anche perché offenderebbe la serietà dell’associazione di impresa che si occupa dell’appalto e che oggi assicura: «nessun ritardo da parte nostra, né problemi con le maestranze».

Ma Frattale se la prende anche con Confartigianato che ha sposato la proposta di Benedetti parlando di «leggerezza sorprendente» con la quale l’associazione di categoria si sarebbe accodata alla proposta.

Frattale è chiaro e diretto: se i tunnel non verranno realizzati, sarà impossibile rientrare in case e negozi del centro in quanto le reti attualmente esistenti non sono in grado di garantire i servizi a causa dei danni riportati dal sisma e dal disuso di questi anni.

Il responsabile di Asse Centrale Scarl risponde anche a quanti sostengono che non ci sia coordinamento dei lavori e che solo dieci metri di tunnel sono stati realizzati finora: «sono stati messi in posa già due chilometri e trecento metri; esiste un tavolo di coordinamento tra commercianti, imprese, residenti e GSA in cui potrebbero portare il loro contributo ma al quale si astengono dal partecipare preferendo la maggiore visibilità data dalla stampa; al contrario invece della Confcommercio di Celso Cioni che ringrazio per l’impegno faticoso prestato al tavolo e la Gran Sasso Acqua».

Sempre Frattale avverte che ad aprile verranno riconsegnate, complete di sottoservizi e asfaltate, alcune  vie del centro tra le quali via Marrelli, via Cavour, via degli Scardassieri, via Camponeschi, via dell’Annunziata, piazza Palazzo e la retrostante piazza S. Margherita, via delle Aquile, via Sallustio, via Roio, via del Seminario, via S. Marciano e via dell’Arcivescovado.

Il progetto dei sottoservizi è stato coordinato con la posa in opera anche della rete gas, che non potendo essere ricompresa all’interno del tunnel è stata sistemata parallelamente e questo eviterà di dover scavare due volte. L’ultimo intervento sarà solo quello della pavimentazione definitiva a ricostruzione ultimata.

«Mi chiedo perché», continua Frattale, «tanta vis polemica non venga riservata ai ritardi degli enti gestori che non procedendo al riallaccio delle utenze precludono il rientro a casa a centinaia di cittadini e decine di condomini terminati da mesi. Questo sì che è un intralcio evitabile con un’azione di pressione inter-istituzionale forte, se i nostri critici avessero voglia di fare veramente qualcosa per la città. Rispetto invece ad un’opera necessaria e non rinviabile l’unica strategia percorribile è il buon senso. Per questo ci stiamo coordinando con tutti i portatori di interesse per ridurre il più possibile il disagio di chi vivrà il centro nei prossimi mesi».

Il responsabile dei lavori sottolinea inoltre che saranno chiusi solo alcuni tratti di strade e saranno realizzati passaggi pedonali per l’accesso a negozi e abitazioni: «ascolteremo tutte le esigenze al tavolo che si riunirà una volta al mese; pubblicheremo tempi e procedure in un sito internet dedicato e raccoglieremo costantemente le istanze della città».

 Tecnicamente sono sufficienti sessanta giorni per attraversare con i lavori l’asse viario che va dalla Villa comunale alla Fontana Luminosa, lungo all’incirca seicento metri, procedendo per cinque frazioni di scavo di circa centoventi metri l’una; quindi dodici giorni di lavoro per ciascuna tratta.

«LAVORI PERFETTAMENTE NEI TEMPI»

«I lavori sull’opera complessiva sono ad oggi perfettamente nei tempi. Gli unici ritardi accumulati sono stati quelli su via Sallustio motivati dalle analisi della Sovrintendenza che ha il dovere indiscusso di tutelare i ritrovamenti storici. Ma anche su questo le istituzioni potrebbero fare molto, proponendo al Ministro Franceschini procedure speciali che accorcino i tempi burocratici vista la necessità e l’urgenza del caso particolare. Abbiamo invece avuto in diverse occasioni il Ministro a L’Aquila ma nessuno si è preoccupato di sensibilizzarlo facendogli visitare, oltre al nuovo museo, anche il cantiere del tunnel intelligente con i ritrovamenti ritenuti di pregio e sottoporgli con l’occasione un quesito nodale per il futuro della città, nel nome della quale tutti si attribuiscono la patente di difensori. In quei mesi di sospensione ho sofferto come aquilano, non come imprenditore che comunque vedrà riconosciuti dalla legge le eventuali riserve per maggiori costi, nel caso di una assurda cancellazione totale dell’opera. Ipotesi non peregrina vista la capacità autodistruttiva di alcuni rappresentanti politici. Ottanta milioni in fondo farebbero comodo per altri impieghi e altrove ed i ritardi e le incompiute sono una fisiologica patologia di amministrazioni e democrazie alienate in chiacchiere da bar».