Avezzano, Cna contro l’aumento dell’Irpef

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Vista l’intenzione del Comune di Avezzano di raddoppiare l’addizionale Irpef,  la Cnai provinciale di Avezzano lancia un appello ai consiglieri.

«In termini di economia», spiega il direttore Pasquale Cavasinni, «abbiamo superato abbondantemente i livelli di guardia e stiamo andando alla deriva soprattutto perché veniamo tartassati da innumerevoli imposte e tasse. Infatti, da un’indagine effettuata dal nostro centro studi è risultato che il tax rate complessivo annuo sulle imprese arriva al 68,6%'' ed è quindi la maggiore fonte di preoccupazione e di ostacolo alla crescita ed allo sviluppo delle imprese».

«Negli ultimi anni», continua Cavasinni, «anche la pubblica amministrazione locale, come il governo nazionale, continua ad adottare provvedimenti in materia fiscale soltanto per far fronte alle esigenze di bilancio a alla copertura dei costi relativi alla gestione dei servizi offerti. Alla realtà dei fatti, in sfregio ai roboanti annunci ed impegni, anche in materia fiscale, che si assumono durante le campagne elettorali, il tutto si riduce all’introduzione di nuovi balzelli e aumenti indiscriminati di quelli esistenti nonostante sia palese per tutti che questi strumenti di prelievo non producono affatto risultati postivi per la tanto auspicata ripresa economica. Si continua semplicemente a mettere le “mani in tasca” a imprese e famiglie facendo finta di non sapere che queste tasche ormai sono vuote! Oltre alle note aliquote e percentuali di tassazione sui redditi e all’odiosa irap, ci stanno abituando a considerare “normali” tutti gli altri indiscriminati e pesantissimi aumenti dei costi del gas, delle rca auto, dei carburanti, delle autostrade, della luce, dei parcheggi, della tarsu, dell’acqua ect.. E mentre veniamo economicamente dissanguati vediamo, per esempio ad Avezzano, i negozi vuoti con le insegne coperte a “lutto”, le fabbriche che chiudono, la disoccupazione giovanile che ha superato abbondantemente il 30%. Ci chiudono gli ospedali e altri importanti centri di servizio».

Il presidente per questo si dice sconcertato a continua: «siamo indignati perché la pubblica amministrazione e gli altri enti e società gestori di pubblici servizi continuano a non avere idee e progetti per migliorare i servizi offerti e per sostenere imprese e famiglie. La cosa peggiore è che si ha la sensazione che siamo costretti a fare tutti questi sacrifici senza avere obiettivi e senza speranza che detti sacrifici possano essere utili alla ripresa del motore dell’economia».

14/04/2011 9.48