CENTRALI CONTESTATE

PowerCrop, consiglio regionale straordinario dopo il diktat del Ministero

Ranieri: «ultima possibilità per dimostrare senso responsabilità»

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PowerCrop, consiglio regionale straordinario dopo il diktat del Ministero

AVEZZANO. Continua la protesta contro la realizzazione della centrale a biomasse della PowerCrop.
La circolare ministeriale inviata nei giorni scorsi al prefetto Alecci, infatti, stabilisce a chiare lettere che il progetto della centrale deve essere realizzato nonostante le criticità emerse in questi anni e rilevate dallo stesso prefetto, prima fra tutte la mancanza nei progetti dell’impianto di trasformazione orticola.
In aggiunta, la stessa circolare ordina al prefetto di individuare un nuovo sito per superare il parere negativo della Conferenza di Servizi dello scorso 24 marzo.

La Centrale termoelettrica a Biomasse è stata ritenuta in contrasto sulla misura “md3” cioè il piano della qualità dell’aria ma il caso è tutt’altro che chiuso.
Nel corso della conferenza la Sovrintendenza ai beni archeologici ha evidenziato come nel progetto della ditta non si faccia alcun riferimento a testimonianze archeologiche importanti, come le Condotte di Augusto.
I rappresentanti dell'Arta hanno invece evidenziato la necessità di approfondire tre aspetti: la compatibilità dell'impianto con il Piano di qualità dell'aria, il Piano di approvvigionamento delle biomasse e il recupero dell'energia termica, come previsto nelle linee guida del decreto legislativo 152/06.
Il nuovo sito dovrà essere individuato di comune accordo fra il Prefetto, la Regione Abruzzo, la Provincia de L’Aquila, la Power Crop e i sindacati dell’ex zuccherificio di Celano, escludendo, come sottolinea il gruppo 5 Stelle di Avezzano, ogni confronto con i cittadini e con gli agricoltori, da sempre in prima linea nella difesa del territorio e per un suo reale sviluppo.
«La nota ministeriale inviata al Prefetto Alecci, in qualità di Commissario ad Acta» sottolinea il consigliere Ranieri «è la conferma dei dubbi che abbiamo sollevato subito dopo il parere negativo della Conferenza di Servizi, così come fatto dalle stesse organizzazioni di categoria, dalle associazioni e comitati intervenuti contro il progetto PowerCrop».

«E’ bene ricordare» sottolinea Ranieri «che i quasi 100 milioni di euro messi a disposizione dall’Europa, devono servire a valorizzare le specifiche qualità del territorio marsicano, come le eccellenze della nostra filiera agro-industriale messe a rischio dallo stesso progetto Power Crop».
Il diktat giunto da Roma conferma, secondo il M5S di Avezzano, l'inadeguatezza della politica marsicana ed abruzzese. Dello stesso parere è anche il consigliere M5S Ranieri che sostiene che siano «particolarmente disarmanti e inadeguate» le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal presidente Giuseppe Di Pangrazio, secondo il quale la Power Crop avrebbe potuto fare ricorso solo "all'alto dei Cieli" per realizzare il progetto di centrale dopo il parere negativo della Conferenza di Servizi.
«I fatti farebbero pensare» prosegue Ranieri «che il Gruppo Maccaferri, proprietario della Power Crop, da finanziatore di politici di diversi partiti, incluso il Ministro dell'Ambiente Galletti che ha firmato il decreto che commissaria l'opera, sappia interloquire con livelli ben più alti di quelli che Di Pangrazio, da politico di lungo corso, dovrebbe essere in grado di immaginare».
Il Movimento 5 Stelle ha richiesto una seduta straordinaria del Consiglio Regionale per discutere del caso Power Crop, che si terrà giovedì 9 aprile a L'Aquila: «rappresenta l'ultima possibilità», dicono i grillini, «per i consiglieri regionali di dimostrare il loro senso di responsabilità, assumendo decisioni che mettano realmente la parola fine ad un progetto che non valorizza il territorio marsicano ed abruzzese».