OPERE E OMISSIONI

Powercrop: Ministero Agricoltura a Prefetto: «cercare altre aree»

Prossimo incontro il 29 aprile con regione, provincia e sindaci

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Powercrop: Ministero Agricoltura a Prefetto: «cercare altre aree»

Il progetto di Vaccarini




AVEZZANO. Il Ministero delle politiche agricole, attraverso il capo del dipartimento delle politiche competitive, Luca Bianchi, ha chiesto al prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, di verificare se esiste la possibilità di insediare in un'area diversa, rispetto a quella di Avezzano, l'impianto a biomasse della società Powercrop, dopo il parere negativo della conferenza di servizi tenutasi a Pescara il 24 marzo scorso.
Il prefetto dell'Aquila, pertanto, ha annullato la riunione prevista per oggi e l'ha riconvocata per il 29 aprile alla prefettura dell'Aquila con inizio alle ore 10.
Alla riunione sono stati invitati: la Regione Abruzzo, il Presidente della Provincia dell'Aquila, il commissario straordinario del comune di Celano, i sindacati e il presidente della Powercrop. La nota di convocazione è stata inviata, per conoscenza, ai sindaci dei comuni di Avezzano e Luco Dei Marsi.
Il progetto prevede la realizzazione di una Centrale della potenza termica di circa 93 MWt (32 MWe) da realizzare ad Avezzano-località Borgo Incile, un elettrodotto di collegamento di tensione di 150kv di lunghezza di circa 4 km; un impianto fotovoltaico della potenza di 300 kWp a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense.
La Conferenza dei Servizi ha bocciato la Centrale termoelettrica a Biomasse perché ritenuta in contrasto sulla misura “md3” cioè il piano della qualità dell’aria ma il caso è tutt’altro che chiuso.
Nel corso della conferenza la Sovrintendenza ai beni archeologici ha evidenziato come nel progetto della ditta non si faccia alcun riferimento a testimonianze archeologiche importanti, come le Condotte di Augusto.
I rappresentanti dell'Arta hanno invece evidenziato la necessità di approfondire tre aspetti: la compatibilità dell'impianto con il Piano di qualità dell'aria, il Piano di approvvigionamento delle biomasse e il recupero dell'energia termica, come previsto nelle linee guida del decreto legislativo 152/06.
«La problematica maggiore - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca - è data dalla non rispondenza dell'impianto a quanto prescritto nel piano regionale di qualità dell'aria. Il progetto, infatti, prevede una ubicazione, per una parte nell'area industriale e per una parte nell'area agricola». Secondo il piano regionale, però, non è possibile realizzare nuovi impianti nell'area agricola. Il Comune non ha adottato la variante urbanistica ma ha individuato quell'area come area di pregio agricolo e ambientale.