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Sisma L'Aquila: Archeoclub dice no a nuova Soprintendenza cratere

Il ministero appronta il decreto ma l’iniziativa non convince tutti

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Sisma L'Aquila: Archeoclub dice no a nuova Soprintendenza cratere

L’AQUILA. Il coordinamento regionale abruzzese dell'Archeoclub d'Italia definisce «un'autentica follia» l'idea del Mibact di istituire una nuova Soprintendenza unica e di durata temporanea di cinque anni con competenza solo sulla città dell'Aquila e sui comuni del cratere sismico, in aggiunta alle attuali soprintendenze distinte e separate.
Nelle scorse settimane è stato il ministero dei Beni, attività culturali e turismo ad approntare una bozza di decreto che ha prodotto reazioni contrastanti.
L’intenzione è quella di «assicurare l'unitarietà e la migliore gestione degli interventi necessari per la tutela del patrimonio culturale, a seguito del terremoto del 2009».
Nei piani del Ministero la nuova struttura subentrerà, fino al 31 dicembre 2019, alle precedenti Soprintendenze che si occupavano della tutela dei beni culturali, ambientali e paesaggistici, nonché archeologici, «nell'espletamento di tutte le pratiche relative alle ristrutturazioni, messa in sicurezza, adeguamento sismico e valorizzazione del patrimonio storico-architettonico e culturale danneggiato dal sisma». La Soprintendenza unica si occuperà anche di gestire anche tutte le pratiche già in essere dal punto di vista tecnico e giuridico, finora seguite dalle strutture periferiche del ministero nel territorio dell'Aquila e del cratere.
Nell’idea del Ministero la creazione di un'unica struttura agevolerà «lo snellimento delle pratiche, a patto che tutto si svolga nella maniera più trasparente e veloce possibile e che le nomine dei dirigenti che, a novembre, decadranno, siano tempestive e non guidate da logiche spartitorie».
Ma non tutti concordano. 

«Questa operazione - secondo Archeoclub - non potrà che creare un indebolimento dell'intero sistema di tutela già sottoposto in Abruzzo ad un grave stress. È assurdo che si adotti un provvedimento di emergenza di questo genere a ben sei anni dall'evento e, quindi, ogni eventuale riorganizzazione del Ministero in Abruzzo deve tenere conto delle effettive esigenze che sono scaturite dai territori. Le competenze attribuite a questo nuovo organismo fanno pensare ad una vera e propria 'struttura commissariale' che fu istituita subito dopo il sisma, con risultati a nostro avviso assolutamente negativi».
«Il progetto in itinere creerebbe quindi un doppione con maggiori oneri, ulteriore peggioramento dei servizi e la necessità di riallocare beni ed archivi del territorio di competenza. La separatezza vigente - concludono - ha causato in tutt'Italia danni ingenti ed irreparabili ove i vari uffici quasi mai hanno dialogato ed operato di comune accordo».