Gioia dei Marsi: «un Comune in stato di abbandono»

Alessandro Biancardi

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GIOIA DEI MARSI. Quattro anni di amministrazione comunale targata Berardini Gianclemente, «senza realizzare una sola opera pubblica per la comunità di Gioia dei Marsi».

Non salvano proprio niente del lavoro dell'attuale giunta i consiglieri di opposizione Isidoro Albanese, Gianluca Alfonsi, Claudio Aureli e Marialaura Bisegna: «strade piene di buche, griglie per la raccolta dell’acqua piovana ostruite, secchi dell’immondizia maleodoranti e rotti, discariche abusive. Mai, nella storia di questo comune», dicono dalla minoranza, «si era scesi ad un livello così basso».

I consiglieri mettono in fila i vari problemi degli utlimi anni: «realizzazione del Parco eolico bocciato dalla Regione Abruzzo, per deficienze progettuali, parco fotovoltaico abortito ancor prima di nascere, scuola elementare di Casali di Aschi e suore Salesiane di Gioia chiuse, dove intere generazioni si sono formate, simboli di molti ricordi, della storia e delle tradizioni di questa comunità».

E per tutto questo individuano un responsabile: il primo cittadino che non sarebbe riuscito a gestire il Comune: «c'è uno stallo da parte del sindaco», inssitono i consiglieri d'opposizione, « una mancanza di comunicazione nei confronti della minoranza e della cittadinanza intera, forse dovuta all’imbarazzo del ruolo che lo stesso ha voluto ricoprire e resosi conto di non esserne all’altezza. Registriamo un paese sempre sporco, ai limiti della decenza, progetti di recuperi di borghi vecchi ad un anno dalle prossime amministrative invece di pensare a recuperare il paese stesso, caduto in stato di declino ed abbandono, blocco della ristrutturazione dell’ex ostello per la realizzazione di una comunità per minori, cinte murarie dei cimiteri che cadono a pezzi, sbriciolandosi sulle tombe,  aumento del randagismo ed un aumento della tassa sui rifiuti, ingiustificata, senza una raccolta differenziata mirata». 

11/04/2011 10.33