L'INTERVISTA

Aeroporto L’Aquila, Tourgest: «4 prenotazioni per Ferragosto, situazione disastrosa»

Le motivazioni che hanno spinto all’annullamento del volo

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Aeroporto L’Aquila, Tourgest: «4 prenotazioni per Ferragosto, situazione disastrosa»




L’AQUILA. Posti prenotati appena 2 o 3 per volo sui 50 disponibili. In alcune settimane nemmeno quelli. A cavallo di Ferragosto, però, numero record: 4 passeggeri pronti ad imbarcarsi alla volta della Costa Smeralda.
No, così non può andare: ad inizio settimana il tour operator Tourgest e la società di gestione dello scalo di Preturo, la Xpress di Giuseppe Musarella, si sono guardati in faccia e hanno decido di sospendere tutto. Ieri mattina il comunicato stampa congiunto che ha archiviato definitivamente una sfida difficile che Musarella & Co volevano e dovevano assolutamente vincere.
Ma il sogno è durato lo spazio di venti giorni appena, dal giorno dell’annuncio ufficiale fino a qualche settimana fa quando i centralini muti hanno lanciato il primo assordante segnale d’allarme. Le prenotazioni non sono arrivate.
Ieri però il comunicato stampa che annunciava lo stop dei voli si apriva con una affermazione particolare: «a seguito delle innumerevoli notizie diffuse dagli organi di stampa locale la Tourgest ha deciso di sospendere i voli per Olbia dall’Aeroporto dei Parchi di L’Aquila».
«Non è per quello», spiega a PrimaDaNoi.it il direttore Marketing della Tourgest Salvatore Porretto, le notizie sulle inchieste giudiziarie sull’aeroporto di Preturo, gli scavi della polizia o i recenti avvisi di garanzia non c’entrano: «non hanno inciso, ma per la società Xpress quelle notizie sono state sicuramente un problema e per noi una conseguenza».

 Dunque, da come rileva Porretto, il grosso guaio è stata la mancanza di prenotazioni: «ci credevamo fortemente, ci abbiamo provato in tutti i modi ma non siamo una Onlus», continua Porretto. «Non si poteva francamente andare avanti, sarebbe stato un massacro economico, i numeri erano ridicoli e il rischio troppo grosso. Per alcuni voli non abbiamo venduto nemmeno un biglietto».
Intanto ci si lecca le ferite e si vede sparire un ipotetico incasso di 100 mila euro. Ma soprattutto svanisce per l’ennesima volta l’immagine di uno scalo che può funzionare.
Xpress e Tourgest in queste settimane si sono spartiti spese per l’investimento pubblicitario (metà per uno) e delusione. «La situazione è critica per il comparto mare Italia, in più non c’è stato alcun tipo di contributo», continua Porretto.

Ma c’è ancora da capire cosa non abbia funzionato.
«Operiamo per Olbia anche da altri aeroporti piccoli e dinamici come potenzialmente potrebbe essere quello di L’Aquila. Parma sta andando benissimo, su Perugia abbiamo avuto qualche problema ma adesso sta tirando e Ancona va discretamente. Su L’Aquila ci siamo fermati perché non c’era assolutamente margine di crescita. Quando non ricevi telefonate, quando vedi quei numeri brutti, brutti, brutti che devi fare? Ci piaceva il ‘claim’ giocato sulla ripartenza ma non possiamo permetterci rischi folli, non siamo Ryanair, non possiamo permetterci un mese di investimento e aspettare di incassare».
Porretto ammette che forse la programmazione è stata tardiva , «non tempestiva e farraginosa» che non c’è stato «nessun tipo di supporto territoriale» e questo ha pesato. «Ci speravamo ed eravamo convinti che saremmo riusciti ad intercettare anche l’ utenza di Roma Nord».

Ma cosa non ha funzionato?
«Noi non lo abbiamo capito. Da L’Aquila ci dicono di comportamenti ostili ma non ci dicono di chi, se istituzioni o giornalisti, ma non credo, o agenzie di viaggio. In città non c’è il mare e mi sembra strano che non abbia funzionato. Noi operiamo da Lampedusa e Pantelleria da 15 anni, abbiamo superato lo scoglio del 2001 (dopo l’11 settembre, ndr) nel 2011 l’emergenza clandestini. Mai nessun problema, mai».
Ma lo sguardo, la storia dell’aeroporto dei Parchi lo insegna, è già diretto al futuro: «siamo pronti a ricominciare».
Il rapporto con la Xpress, assicura Porretto, è ottimo: «non c’è stata nessuna litigata su queste decisioni, il nostro è stato un rischio condiviso» e si pensa a domani nella convinzione che lo scalo possa funzionare nonostante i due fallimenti così ravvicinati di Milano e Olbia.
«Serve una buona campagna pubblicitaria», insiste Porretto, «fatta bene, strutturata in un certo modo, e allora Preturo può funzionare. Penso a tratte per l’Austria o il Trentino in inverno, Olbia e Lampedusa in estate, Milano, Padova e Treviso sempre d’inverno. Questo scalo, supportato dalle istituzioni, può andare benissimo».

Alessandra Lotti