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“Calcio malato”: la procura scandaglia l’attività di Mazzoni e Moggi jr

41 società visitate dalla guardia di finanza

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“Calcio malato”: la procura scandaglia l’attività di Mazzoni e Moggi jr




NAPOLI.  La Guardia di Finanza nelle sedi di 41 società di calcio, della massima serie, di B e della Lega Pro. Ci sono in pratica tutti i club di serie A (ad eccezione di Cagliari e Bologna) al centro dell'indagine che mira ad accertare irregolarità nei contratti di oltre cinquanta calciatori e, in particolare, il ruolo svolto dai loro agenti.
L'inchiesta è condotta dalla procura della Repubblica di Napoli che ha incaricato il Nucleo di polizia tributaria partenopea di acquisire un'ingente quantità di documenti.
 L'attenzione è concentrata sull'attività di dodici procuratori sportivi, e in particolare di Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi, figlio dell'ex dg della Juve Luciano Moggi. Associazione a delinquere, evasione fiscale internazionale, fatture false e riciclaggio, sono i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina il pool di magistrati che si occupano di reati collegati al calcio (dal tifo violento al calcioscommesse), i pm Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri. L'indagine intende svelare gli illeciti fiscali che avverrebbero sullo sfondo del trasferimento dei calciatori e dell'attività di intermediazione dei loro agenti, nonché su una serie di operazioni, parte delle quali anche all'estero (i cosiddetti fenomeni di "estero-vestizioni) che vanno dalle transazioni tra le diverse società con finalità "spalmadebiti", all'attività di "scouting" alla gestione dei diritti di immagine e di quelli televisivi, alle modalità di inserimento nei bilanci di giocatori professionisti. 


L'acquisizione di atti è avvenuta sia presso le società più blasonate, sia presso club di seconda fascia e squadre minori. Gli investigatori della Finanza stamani sono stati nelle sedi di Chievo, Milan, Inter, Siena, Roma, Fiorentina, Atalanta, Pescara, Genoa, Juventus, Torino, Parma, Lazio, Napoli, Udinese, Sampdoria, Palermo, Catania, Cesena, Bari, Livorno, Brescia, Reggina, Crotone, Juve Stabia, Spezia, Ternana, Grosseto, Vicenza, Gubbio, Benevento, Portogruaro, Mantova, Foggia, Andria, Lecce, Cosenza, Piacenza, Triestina, Lecco, Albinoleffe.
Per il momento gli accertamenti riguardano oltre cinquanta calciatori, ma il numero dei contratti che saranno esaminati dalla Finanza nel prosieguo dell'inchiesta è destinato sicuramente a crescere. 


Ci sono i contratti dell'ex attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi e del centrocampista del Milan Antonio Nocerino, quelli di Ciro Immobile e di Giuseppe Sculli. L'elenco prosegue con Mutu, Datolo, Pellicori, Tacchinardi, Perea, Molinaro, Stellini, Franceschini, Curiale, Danti, Innocenti, Calaiò, Bogdani, Liverani, Fernandez, Sforzini, Cozza, De Rose, Tavano, Chavez, Paletta, D'Agostino, Scarlato, Denis, Statella, Stendardo, Davì, Acosta, Fideleff, Paniagua, Cassetti, Jankulovski, Stankevicius, Oddo, Contini, Paro, Graffiedi, Dorlan, Arcari, Arce, Legrottaglie, Mora, Amodio, Fontanello, Foggia, Bryan, Battaglia, Botta, Aronica, Guzman e Campagnaro.
Sulla vicenda giudiziaria è intervenuta con una nota la Lega Calcio.
«Le società sportive hanno offerto la massima collaborazione e la Lega di Serie A non ha ragione di dubitare della correttezza dei comportamenti delle proprie associate», si legge nel comunicato. La Lega ha precisato che la Guardia di Finanza ha «operato un'acquisizione di documenti presso numerosi club nell'ambito di un'indagine che sembra tuttavia riguardare l'attività di procuratori sportivi».