POST TERREMOTO

Abruzzo/Ricostruzione L’Aquila: se alcune imprese fanno incetta di appalti…

L’allarme lanciano da Ance L’Aquila

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5772

l'aquila ricostruzione puntellamenti



 
L’AQUILA. Quali sono le ragioni che stanno alla base del fatto che diverse imprese che lavorano nell’ambito della ricostruzione aquilana fanno incetta di commesse? Una coincidenza oppure un effetto voluto? E se poi queste all’improvviso falliscono? Come vengono tutelati i cittadini?
Chi vigila su tutto questo?

Il problema lo solleva la stessa assocaizone di categoria, l’Ance, che evidenza che sempre più spesso si verificano fenomeni che forse meriterebbero una attenzione maggiore dagli organi amministrativi di controllo perché non si possono sempre attendere anni ed attndere che sia la procura a svelare i restroscena indicibili (quando va bene) .
Secondo l’Ance L’Aquila si starebbe verificando un fenomeno su cui la stessa associazione aveva allertato gia' da qualche tempo: quello delle imprese che incamerano un portafoglio milionario di contratti nella ricostruzione e poi portano i registri in tribunale, dopo aver rivenduto il pacchetto di commesse a grandi gruppi imprenditoriali nazionali. 


«Queste operazioni, che ci auguriamo siano accidentali e non calcolate», afferma l'Ance, «devono avvenire nel rispetto degli obblighi assunti nei confronti dei fornitori, dei cittadini committenti e delle ditte subappaltatrici. Già in una lettera dello scorso marzo l'Ance scriveva all'allora Ministro Barca e ai due Uffici Speciali di considerare l'opportunità di intervenire con provvedimenti che impedissero operazioni poco chiare, capaci di compromettere la ricostruzione degli edifici privati. Anche i sindaci, i presidenti di condominio e di consorzio, nella lettera sono stati sollecitati a tenere alta la guardia contro gli avventurieri del cratere che fanno incetta di contratti».
«Non vorremmo che chi compra rami d'azienda lasciasse al territorio le foglie secche», commenta Gianni Frattale, Presidente di Ance L'Aquila, «è questo un fenomeno che comincia a verificarsi e su cui bisogna vigilare con tutti i mezzi, per non danneggiare le imprese del territorio, l'indotto dell'edilizia e gli stessi cittadini che rischiano di non rivedere la loro casa ricostruita».


Infatti, oltre le possibili irregolarità, il problema più grande ricade -come spesso accade- proprio sui semplici cittadini che dopo la tragedia potrebbero imbattersi in una ennesima tragedia burocratica fatta di carte bollate e giustizia che non arriva (mente la propria casa rimane in macerie)
I cittadini dovrebbero vigilare coloro ai quali e' affidata la contrattazione, fare attenzione a chi si affidano i cantieri ed in quali termini.
«Si vincolino in solido le imprese alle responsabilita' sottoscritte attraverso valide fidejussioni», propone l’Ance, «non abbiamo nulla contro i grandi gruppi di fuori - continua Frattale - ma si consideri che le imprese del territorio ci mettono la faccia piu' di altri. Agiscono con qualche remora in piu' proprio perche' si giocano in casa la loro reputazione e possono essere piu' facilmente chiamate a render conto del loro operato. E questa per il cittadino e' una garanzia in piu'". Frattale conclude riaffermando la necessita' che la Governance intervenga con precise norme preventive rispetto ad operazioni evidentemente contorte, al fine di permettere di verificare in anticipo che queste non nascondano il tentativo, da parte di aziende in difficolta' economica, di ripianare bilanci aziendali in rosso ai danni dei terremotati e della ricostruzione».