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Concorsone, sciolti i dubbi: via libera ai contratti, la firma mercoledì prossimo

Dipartimento Funzione pubblica ha risposto ai segretari comunali

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L’AQUILA. Tutto regolare, si può procedere.
Il dipartimento della Funzione pubblica del ministero della Pubblica amministrazione e semplificazione ha dato le risposte ai segretari comunali che sbloccano la firma sui contratti dei 300 vincitori del "concorsone" da impiegare negli uffici impegnati nella ricostruzione dell'Aquila e del "cratere".
I dirigenti comunali, in una richiesta di parere, avevano sollevato perplessità circa presunti vizi nelle procedure di assunzione derivanti dal mancato espletamento delle procedure di mobilità, ma la Funzione pubblica ha rassicurato i segretari preoccupati da possibili responsabilità di danno erariale, chiarendo «di non avere, allo stato, unità di personale in disponibilità da assegnare per i fabbisogni di professionalità rappresentati», per cui il 27 marzo i contratti verranno siglati.
Rimangono però ancora dei dubbi, in particolare sul pagamento degli stipendi del personale a partire dal 2020, data fissata dalla legge Barca con copertura finanziaria certa: 14 milioni di euro per un triennio e, dal 2016, di ulteriori 11 milioni annui. 


I segretari comunali, che hanno sottolineato questa criticità in una nota inviata alla Funzione pubblica, al ministero della Coesione territoriale e al direttore dell'Ufficio speciale del "cratere", Paolo Esposito, ritengono inoltre necessario ottenere «possibilmente prima della stipula dei contratti espressa deroga da parte del legislatore», in ordine ad altri aspetti controversi: le modifiche delle piante organiche degli enti, consentite dalla legge Barca solo fino al 2020, il blocco imposto dal patto di stabilità da cui non sono escluse le entrate e le spese per i vincitori del "concorsone" e il salario accessorio dovuto ai neo-dipendenti che il governo dovrebbe assicurare per non pesare sulle casse dei Comuni.
Sulla procedura concorsuale, gestita dal Formez, comunque, pendono ancora i ricorsi presentati al Tar del Lazio da una sessantina di ex precari del Comune dell'Aquila, che hanno chiesto l'annullamento del bando e, di conseguenza, l'azzeramento della selezione effettuata tra il novembre 2012 e il febbraio 2013 sollevando varie questioni di illegittimità. I giudici amministrativi non hanno concesso la sospensiva, ma devono ancora esprimersi sul merito.