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Abruzzo/Carceri: è emergenza. Tagliati 50 agenti a Sulmona, 30 a L’Aquila

Stato di agitazione. Uil: «situazione insostenibile»

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Abruzzo/Carceri: è emergenza. Tagliati 50 agenti a Sulmona, 30 a L’Aquila
ABRUZZO. E’ scontro tra la Uil de L’Aquila e il dipartimento dell’ amministrazione penitenziari.





La tensione si è alzata dopo l’ok alle nuove piante organiche degli istituti di pena della provincia aquilana.
Cinquantasette agenti in meno a Sulmona e 30 a L’Aquila: sono questi i contestatissimi numeri che creano agitazione e tanta, tanta preoccupazione. Delle 328 unità annoverate nel decreto ministeriale del 2001 solo 271 sono riconfermate nel nuovo riassetto. L’Aquila passa da 247 a 217.
I tagli sarebbero stati operati, contesta la Uil, senza un confronto con i sindacati e «in maniera del tutto unilaterale».
A Sulmona sono circa 10.000 le giornate di congedo in arretrato che aspettano di essere concesse ma che per l’insostenibile situazione creatasi nel tempo non si è assolutamente in grado di attribuire.
«Sia a Sulmona che L’Aquila non passa giorno senza che gli agenti vengano richiamati in servizio pur avendo programmato un turno di riposo», denuncia il sindacato. «Non mancano inoltre giornate in cui il servizio e l’accorpamento rendano meno sicuro e più pressante un lavoro che per la sua peculiarità è tra i più delicati in assoluto».
Intanto a Sulmona piove sul bagnato. A seguito, infatti, dell’apertura del padiglione penale presso il carcere di Pescara (tra l’altro molto contestata in un sit in di protesta che la Uil ha tenuto dinanzi i locali del Provveditorato), altri 9 agenti hanno fatto le valigie dal penitenziario peligno senza che le stesse venissero sostituite da altre.
L’organico è crollato fino a 250 unità. «Un numero che spaventa parecchio gli operatori di stanza al carcere di via Lamaccio», assicura la Uil. «Numero che se dovese permanere non consentirà agli agenti l’attribuzione dei diritti soggettivi previsti dalle normative contrattuali».
La Uil chiederà l’invio immediato di nuovo personale nelle due aquilane. «In caso contrario», avvertono, «si attiveranno pressanti manifestazioni di protesta a carattere permanente». Intanto è partito lo stato di agitazione del personale iscritto. «Continueremo ad oltranza», assicurano.