L'INCHIESTA

Affitti Ateneo L’Aquila, chiesto rinvio a giudizio per il rettore e altri due

«I tre si sono accusati a vicenda»

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Ferdinando Di Orio

Ferdinando Di Orio

L'AQUILA. Le indagini sono durate più di un anno e adesso è arrivato il primo scoglio da superare per i tre indagati.

Il pm della Procura della repubblica dell'Aquila David Mancini ha presentato al Gup del tribunale dell'Aquila richieste di rinvio a giudizio, per abuso d'ufficio in concorso, per tre persone, tra le quali il rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio.
L'ambito è l'inchiesta sugli affitti, a costi superiori a quelli di mercato, dei locali dove ricollocare dopo il sisma del 2009 la facoltà di Ingegneria e sui relativi lavori di adeguamento.
Si tratta di differenze cospicue, visto che ammontano a poco meno di cinque milioni di euro Gli altri due indagati sono Filippo Del Vecchio, ex direttore amministrativo dell'ateneo aquilano oggi in forze all'Uda, e Marcello Gallucci, rappresentante legale della società Gallucci srl, titolare del capannone in passato sede della Optimes, fabbrica di cd fallita prima del terremoto, dove attualmente si trovano le aule della facoltà di Ingegneria. Mancini, dopo gli interrogatori e le memorie difensive presentate a loro discolpa dagli indagati, ha confermato la linea espressa nel dispositivo alla base dell'avviso di conclusione delle indagini formalizzato ai tre indagati nelle scorse settimane.

I tre si sarebbero accusati a vicenda, soprattutto Di Orio e Del Vecchio i cui rapporti da ottimi si sono deteriorati fino al mancato rinnovo del contratto, da parte del rettore, all'ex direttore amministrativo, il quale ha poi chiesto all'ateneo un risarcimento di circa 400 mila euro per mansioni superiori svolte e mai pagate.
Secondo l'accusa, l'affitto annuo previsto nel contratto di sei anni (rinnovabile di altri sei) è lievitato da 715 mila euro a un milione 240 mila euro (da 6,48 euro al metro quadrato a 11,63 euro), i lavori di adeguamento da 3,6 milioni più Iva a 5 milioni e 700mila. Il contratto, secondo il pm, fu stipulato in assenza di un'attenta analisi di mercato, da parte dell'ente, per individuare la soluzione più conveniente e senza una stima dell'Agenzia del territorio.
Dalle indagini è emersa anche un'altra circostanza: il pm Mancini ha sottolineato come un ulteriore vantaggio per la Gallucci srl, e per la società appaltatrice dei lavori da questa commissionati, si sarebbe realizzato con gli interventi di adeguamento del capannone, per un importo complessivo iniziale di 3,6 milioni più Iva, cui ha fatto seguito invece il pagamento di 5.770.387,20 euro. Il caso, le cui indagini sono durate più di un anno, era stato sollevato dai professori Sergio Tiberti, ex componente del consiglio d'amministrazione dell'università, Marco Valenti, componente del senato accademico, Pierluigi Beomonte Zobel e Brunello Oliva, anche loro del precedente Cda, e Francesco Bizzarri, della rappresentanza sindacale unitaria universitaria.