6 APRILE 2009

Abruzzo, resta aperto fascicolo su Bertolaso per omicidio colposo

Filone del processo sulla Grandi Rischi

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Guido Bertolaso

Guido Bertolaso

L’AQUILA.  Oltre al filone principale sui sette imputati della Commissione Grandi Rischi (oggi la sentenza), resta ancora aperto il filone d'indagine su Guido Bertolaso.

L’ ex numero "uno" del Dipartimento della Protezione civile, accusato di omicidio colposo, sempre dalla Procura della Repubblica dell'Aquila.
L'attività d'indagine era stata avviata dalla polizia giudiziaria della Polizia di Stato dopo la denuncia presentata nei confronti di Bertolaso dall'avvocato aquilano Antonio Valentini, (che nell'ambito del processo sui sette membri della Commissione grandi rischi, assiste numerose parti civili) a seguito della diffusione di una telefonata intercettata tra lo stesso Bertolaso e l'ex assessore della Regione Abruzzo, Daniela Stati.
Nella conversazione datata 30 marzo 2009, il giorno prima della riunione della Commissione Grandi rischi, Bertolaso definiva la convocazione degli esperti «una operazione mediatica» e che la riunione era stata convocata «perche' vogliamo tranquillizzare la gente».
Dopo la diffusione su internet, il contenuto della telefonata e' stata poi verbalizzata dagli investigatori e trasmessa negli uffici della Procura come notizia di reato. Il fascicolo e' affidato al pm Fabio Picuti, titolare della maxi inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati a seguito del sisma del 6 aprile del 2009, compresa quella sulla Commissione grandi rischi.
«Quella riunione non fu un'operazione mediatica nell'accezione dispregiativa del termine», ha spiegato poi Bertolaso, sostenendo che l’iniziativa fu presa per dare «la risposta piu' adeguata alla popolazione, per dare informazioni, visti gli allarmismi anche di persone incompetenti e, addirittura, la divulgazione di notizie incontrollate anche con auto che giravano con gli altoparlanti per le zone interessate dalle scosse».
Tornano alla telefonata intercettata con l’ex assessore Stati Bertolaso ha evidenziato di non aver mai sollecitato risposte rassicuranti ma di aver riferito alla rappresentante locale della protezione civile «opinioni da lui apprese da diversi esperti di sismologia sul fatto che piu' scosse non di grande entita' fanno sì che non ci sia una scossa catastrofica».
L’ex capo della Protezione Civile non ha nascosto l’irritazione per quelle telefonate «private» che «sono diventate di dominio pubblico e messe on line senza alcuna autorizzazione».
In tv difese anche la Commissione Grandi Rischi: «Io ho la massima stima per Commissione hanno fatto il loro dovere. Io a L’Aquila ho fatto il mio dovere e anche di più. In quella telefonata dicevo che bisognava fermare gli imbecilli che continuavano a prevedere scosse. Non si può prevedere. Io non avevo nessun obbligo di convocare quella riunione, l’ho fatto per il bene della città. Perché non fanno sentire le intercettazioni degli scienziati che mi dicevano di stare tranquillo? Io non ho mai detto che non sarebbero arrivate nuove scosse, non sono laureato in sismologia, avevo uno staff che mi dava indicazioni».