IL CASO

L’allarme: «gli immobili dell’università L’Aquila sono poco sicuri»

Non sarebbero in regola

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L'AQUILA. Immobili poco sicuri all' Università dell'Aquila, non in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con destinazioni d'uso diverse da quelle per le quali sono utilizzati.


E' il quadro allarmante che emerge dalla relazione svolta dal docente di Ingegneria, Nicola Rotondale, delegato dal rettore Ferdinando Di Orio per le attività di prevenzione e protezione sullo stato di gran parte degli edifici che sono stati utilizzati da professori, studenti e personale dell'Ateneo del capoluogo fino a tutto il 2011.
Tra le strutture prese in esame c'é il capannone preso in locazione nell'ex Optimes, che ospita la facoltà di Ingegneria ed è al centro di un'inchiesta della magistratura che ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati lo stesso rettore, l'ex direttore amministrativo, Filippo Del Vecchio, e il rappresentante della società proprietaria dello stabile, Marcello Gallucci.
Il report sulla sicurezza è stato consegnato all'inizio dell' anno e dalla sua lettura emergono le assenze, per esempio, dei certificati di prevenzione incendi, delle verifiche sugli ascensori, dei maniglioni anti-panico sulle porte principali e delle autorizzazioni urbanistiche necessarie per lo svolgimento delle attività universitarie.
Il responsabile del rapporto Rotondale ha passato al setaccio i locali della Reiss Romoli, dell'ex Optimes, della Felix, della Acron, della Filmet, di Coppito, della Gasbarri e del polo didattico. Come sottolinea l' autore del report, solo su questi ultimi due «sussistono tutti i requisiti richiesti».
In una nota su questo argomento l'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) del capoluogo ha precisato che «é stato ricevuto il nulla osta del comando provinciale dei Vigili del fuoco dell'Aquila sulle palazzine A, B, C, D, E e F, attualmente destinate a residenza per universitari e gestite dall'Adsu».
I docenti referenti per la didattica dei corsi di studio triennali e magistrali in Scienze motorie Maria Giulia Vinciguerra, Antonio Di Giulio e Marco Valenti in una nota chiedono «che l'Ateneo fornisca immediate precisazioni e documentazione» sulla vicenda.