RICOSTRUZIONE

L’Aquila, Palumbo: «accelerare gli espropri sul progetto Case»

Ecco quanto costa rallentare l’iter

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L’Aquila, Palumbo: «accelerare gli espropri sul progetto Case»
L’AQUILA. La verità è che più passa il tempo e più la questione degli espropri post sisma, a L’Aquila, rischia di diventare un pesante fardello.

La pensano così il consigliere comunale del Pd, Stefano Palumbo e numerosi cittadini aquilani.
Il dopo terremoto ha trascinato con sé il peso di una ricostruzione che stenta, ritardi, sospensioni e sprechi. Per dare una casa a chi l’aveva persa, si è pensato al progetto Case: costruire abitazioni provvisorie (185 palazzine, 4449 alloggi, 7368 isolatori sismici) in città, su terreni che appartenevano a normali cittadini. Si è pensato quindi di espropriare quelle terre per pubblica necessità e di ricompensare i proprietari con lauti indennizzi.
E’ stata istituita la Struttura di Missione Espropri (al costo annuo di 500.000 euro) con il compito preciso di espropriare. Nel frattempo il Comune de L’Aquila è diventata proprietaria di tutto il patrimonio del progetto Case, vale a dire di 809 mln di euro. Ed a seguito della legge Barca, che pone fine alla gestione commissariale, il 16 settembre 2012, sono state trasferite al Comune dell’Aquila le risorse umane in servizio presso la Struttura Espropri.
Oggi la situazione è questa: il tempo è passato, pochi proprietari hanno ricevuto il sospirato indennizzo (stimato in 200 mln di euro), in compenso sono stati versati 700.000 euro di indennità di occupazione al mese, (il risarcimento riconosciuto all’espropriato per il periodo che va dalla data di immissione in possesso dei terreni espropriati alla data di determinazione dell'indennità di espropriazione), L’Aquila si ritrova un patrimonio accresciuto, i 14 precari della Struttura di Missione il cui contratto di lavoro scade, come per tutti gli altri, il 31 dicembre 2012, hanno un futuro incerto.
Che si fa? Stefano Palumbo ha suggerito di riconfermare il personale precario proveniente dalla Struttura di Missione Espropri fino ad esaurimento delle attività; questo per evitare inevitabili ritardi che si tradurrebbero in un aggravio di costi per la collettività ma soprattutto di portare a termine le attività di esproprio nel più breve tempo possibile.
«Solo così», ha detto Palumbo, «si darebbe una risposta ai cittadini che attendono di essere indennizzati da oltre 3 anni, e si rimetterebbero in circolo 200 milioni di euro sul martoriato tessuto economico del cratere. Apprezzo l’impegno del sindaco che, dopo il mio intervento in consiglio comunale, è tornato ad incalzare il Governo con richieste puntuali indirizzate al sottosegretario Catricalà».