LA SENTENZA

Cassazione: «Luigi Lusi non doveva essere arrestato»

Il senatore resta per il momento in carcere

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Cassazione: «Luigi Lusi non doveva essere arrestato»
ROMA. La Corte di Cassazione fa marcia indietro sul caso Lusi.

E’ stata infatti annullata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il senatore (ex  Pd) e gli atti sono stati rinviati al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione.
La Cassazione accoglie dunque il ricorso della difesa dell'ex tesoriere della Margherita per «carenza di motivazione dell’arresto», ma il senatore resta in carcere essendo stato deciso l'annullamento con rinvio: ora toccherà ai giudici del Riesame esprimersi. Secondo quanto si apprende domani gli avvocati di Lusi, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, presenteranno l'istanza di scarcerazione.
Lusi è nel carcere di Rebibbia dal 22 giugno scorso dopo il voto favorevole del Senato. E' accusato di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di fondi dalle casse del partito del quale era tesoriere. Il 9 luglio scorso la moglie, Giovanna Petricone era stata scarcerata dal gip di Roma. Si trovava agli arresti domiciliari dal 3 maggio.
«Chiedo mi venga riconosciuto il diritto dei comuni cittadini ad un giusto processo», aveva chiesto in aula il senatore nell'ambito dell'esame della richiesta di autorizzazione al suo arresto. Poi le scuse agli italiani per quella montagna di soldi, non lo ha mai negato, sottratti alle casse del suo partito: «in un momento difficilissimo di crisi finanziaria sento il dovere di pronunciare parole di scuse personali, consapevole della necessità di un gesto di riparazione. Resta singolare la minaccia all'indagato di essere accusato sia di reticenza, se non parla, sia di calunnia, nel caso in cui parlasse».