RICOSTRUZIONE

A Celano da mini a maxi aggregato. Pd: «compresa la casa del sindaco»

Da interventi su 300 metri quadrati a 3000

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A Celano da mini a maxi aggregato. Pd: «compresa la casa del sindaco»
CELANO. «Da pochi edifici ad un’intera area di 3000 metri quadri. Quello che doveva essere un aggregato post terremoto da ristrutturare è diventato un maxi aggregato, a Celano».

A dirlo sono i consiglieri comunali del Pd Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Nazareno Tiberi, Calvino Cotturone e Daniele Bombacino «che dopo una attenta ricognizione sulla costituzione degli aggregati (edifici connessi tra loro di cui almeno uno danneggiato)» rilevano «una anomalia in una delle pratiche depositate presso l’Ufficio sisma del comune di Celano».
«Anche l'abitazione non danneggiata del sindaco Filippo Piccone, sarebbe compresa nell’area».
Si tratta dell'aggregato 1, inserito nell'ambito degli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto ed inizialmente circoscritto a pochi edifici su Corso Umberto, in pieno centro storico, per un’estensione di circa 300 metri quadrati. «Successivamente», fanno notare i consiglieri, «è stato allargato fino a ricomprendere edifici per un totale di circa 3000 metri quadrati. All’interno dell’aggregato che ha solo un piccolo edificio classificato inagibile, ricade anche l'abitazione non danneggiata del sindaco Piccone, posta a distanza e separata dall’ aggregato da diversi giunti strutturali».
Per i consiglieri del Pd «l’estensione del complesso è illegittima in quanto gli edifici compresi non sono connessi strutturalmente tra loro (alcune abitazioni sono in cemento armato altre in muratura)».
I costi dell’attuale progetto, poi, sono lievitati rispetto a quelli iniziali. «È chiaro che per effettuare gli interventi di ripristino del maxi aggregato», dicono i consiglieri, «i costi da sostenere saranno almeno dieci volte superiori a quello dell’aggregato originario».
L’appello perciò è rivolto al sindaco perché faccia chiarezza su una vicenda in cui sono in gioco «soldi pubblici necessari alla ricostruzione».