In Consiglio regionale non passa la legge contro il metanodotto Snam

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Non passa  e viene rinviata la legge che blocca la realizzazione del metanodotto Foligno-Sulmona e la centrale di compressione Snam.

L'AQUILA. Non passa  e viene rinviata la legge che blocca la realizzazione del metanodotto Foligno-Sulmona e la centrale di compressione Snam.

Dopo un’accesa seduta, infatti, ieri il Consiglio regionale ha rinviato in commissione il progetto di legge che blocca il passaggio in Abruzzo del metanodotto Snam, cancellando la presenza nelle zone sismiche e il blocco della centrale di compressione, che nel progetto attuale è prevista a Sulmona. La proposta di legge, avanzata dall’opposizione, è stata bocciata dalla maggioranza di centrodestra che ha espresso 21 voti, contro il centrosinistra con 16 voti.

Secondo quanto si è appreso negli ambienti del Consiglio regionale, il centrodestra sarebbe contrario al progetto di legge contro il metanodotto Snam perché lo stesso sarebbe anticostituzionale e quindi facilmente impugnabile dal Governo, in quanto la competenza sull'energia è dello Stato. 

In particolare, il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha motivato il rinvio con il fatto che «l'Abruzzo è la regione che ha il maggior numero di leggi impugnate per eccepito difetto di incostituzionalità in materie di competenze. Questa legge – ha aggiunto Chiodi - presenta rischi di incostituzionalità non trascurabili e, quindi, è necessario un approfondimento in commissione».

Non la pensa così, ovviamente, il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, il quale ha sottolineato che «é vero che la Regione ha il maggior numero di leggi impugnate ma che non ne impugna mai una di fronte al Governo. La Regione non si pone mai alla pari nei confronti del Governo – ha incalzato Acerbo - Le leggi impugnati sono quelle dell'attuale maggioranza, quindi non è che ci possono dare lezioni a noi».

Il provvedimento era stato approvato dalla Commissione e firmato, come unico rappresentante della maggioranza, dal consigliere regionale del Pdl, Luca Ricciuti; la proposta dell’opposizione impone che la realizzazione dell'opera venga fatta d'intesa con la Regione Abruzzo, come è successo nel caso delle nuove concessioni petrolifere.

La seduta del Consiglio regionale di ieri si era aperta con un’accesa discussione a seguito della bocciatura della richiesta di inversione dell'ordine del giorno presentata dalle opposizioni, per discutere il progetto di legge sul metanodotto della Snam come primo punto. La bocciatura della richiesta aveva poi prodotto lo scioglimento della seduta del Consiglio regionale, che è in seguito ripartito con l'esame del progetto di legge.

Ma ad animare il Consiglio regionale ci sono state anche una serie di proteste e mobilitazioni fuori e dentro l’aula. Non soltanto una manifestazione di protesta da parte di sindaci e cittadini della Valle Peligna proprio sul metanodotto Snam, ma anche presidi contro il nucleare e i tagli dei precari della Asl.

La seduta del Consiglio è stata interrotta, infatti, anche perché il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha incontrato una delegazione di precari. Nella sala consiliare erano presenti anche alcuni sindaci sia per la vertenza dei precari sia per sensibilizzare la regione a dire no alla realizzazione di centrali nucleari in Abruzzo. L'accesso al pubblico alla sala consiliare è stato chiuso e i manifestanti contro il metanodotto e le centrali nucleari hanno rumoreggiato sbattendo pezzi di legno contro i cancelli.

 23/03/2011 10.41