? Riprendono le operazioni di cattura dei cinghiali nel territorio di Amatrice

Alessandro Biancardi

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ASSERGI. A seguito del Provvedimento della Procura e del Tribunale di Rieti, stanno per ripartire nel territorio comunale di Amatrice (Ri) le operazioni di contenimento dei cinghiali tramite recinti di cattura.

La prospettiva, molto attesa dal Parco Gran Sasso Laga, come dagli Enti locali, dagli allevatori e dagli agricoltori, è stata oggetto di un tavolo tecnico, tenutosi ieri mattina ad Assergi, cui hanno preso parte il presidente dell’Ente Arturo Diaconale e il direttore Marcello Maranella, il direttore della Coldiretti provinciale Aldo Mattia, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e l’avvocato Tommaso Navarra che ha assistito il Parco nel procedimento giudiziale.

Il Provvedimento riconosce all’Ente Parco di avere sempre correttamente operato in uno stato di necessità, determinato dai danni e dai pericoli conseguenti a una presenza sovradimensionata degli animali nella zona d’interesse. In particolare viene dato atto della necessità di un intervento nell’ambito dei poteri istituzionali dell’Ente, in attuazione delle linee guida elaborate dal Ministero dell’Ambiente.

«La strategia del contenimento numerico della popolazione di cinghiale tramite gabbie di cattura - ha dichiarato Diaconale - ha trovato grande adesione politica e istituzionale perché ne è stata dimostrata ad un tempo l’efficacia e l’economicità e, non ultimo, il beneficio economico che deriverà al territorio dall’avvio della filiera legata alla commercializzazione della carni»

Piena soddisfazione è stata univocamente espressa dal sindaco Pirozzi, sollevato per la «felice conclusione di una vicenda che ha procurato gravi danni ambientali ed economici al territorio», e da Mattia, che ha rimarcato «la correttezza di un protocollo operativo che rispetta la normativa sul benessere animale», annunciando la convocazione di un’Assemblea di base per comunicare ufficialmente agli iscritti la ripersa delle operazioni di contenimento.

Il direttore Maranella ha informato che sono stati ripresi i contatti con la ditta aggiudicataria del bando per la lavorazione delle carni di cinghiale. «Finalmente – ha commentato –si può far ripartire ad Amatrice quel meccanismo virtuoso che l’Ente Parco auspica di poter replicare in altre zone dell’area protetta, per trasformare il problema dei cinghiali in risorsa per il territorio».

 16/03/2011 9.53