Progetto Gallerie paramassi "gole San Venanzio": tutela dell’ambiente o incolumità dei cittadini?

Alessandro Biancardi

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Progetto Gallerie paramassi "gole San Venanzio": tutela dell’ambiente o incolumità dei cittadini?
CASTELVECCHIO SUBEQUO. E’ più importante la salvaguardia dell’ambiente o l’incolumità dei cittadini?

Ruota intorno a questa domanda il dibattito in corso da anni a Castelvecchio Subequo rispetto al problema della viabilità sulla strada statale 5, nel tratto viario delle Gole di San Venanzio. Qui, infatti, è in programma il progetto di realizzazione delle gallerie paramassi che dovrebbero mettere in sicurezza la strada e garantire l’incolumità dei cittadini.

Ultimamente, però, il progetto è stato temporaneamente sospeso dalla commissione della Regione per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via) perché, a suo modo di vedere, l’Anas ha messo in opera interventi non sufficientemente idonei per la tutela dell’ambiente; pertanto si dovranno attuare delle modifiche e rendere il progetto compatibile con il rispetto della natura.

«Tutto questo è un’assurdità, perché è più importante la salvaguardia dell’ambiente che l’incolumità dei cittadini», tuona Berardino Musti, presidente del Comitato pro Valle Subequana, nato proprio a tutela della valle.

Musti chiede l’intervento degli amministratori locali perché «chi ricopre un ruolo amministrativo – sottolinea - è chiamato sempre e comunque ad anteporre il bene collettivo agli interessi personali o di parte; un amministratore non può, in alcun modo, utilizzare le istituzioni o la carica ricoperta per fini personali, traendo vantaggio dalle scelte operate. L’amministratore ha la responsabilità di avere una visione d’insieme in cui i bisogni di ognuno e la loro soddisfazione, non limitino i bisogni collettivi».

Dagli amministratori, secondo la denuncia del Comitato, non si vede invece un impegno serio e forte per il gravoso problema della viabilità nel tratto viario Gole di San Venanzio.

La sospensione dei lavori è stata annunciata allo stesso Musti dal Capo Centro dell’Anas, Pasquale Di Giambattista, secondo il quale la Via della Regione avrebbe posto un ulteriore ‘paletto’: quando saranno apportate le modifiche al progetto, e nella fase di attuazione dell’intervento, bisogna svolgere i lavori in determinate ore per non “disturbare gli uccelli che nidificano”. «Credo che se nella nostra Valle gli amministratori che ci rappresentano battessero il pugno e con azioni forti si facessero sentire, mettendo in prim’ordine la sicurezza della strada – sottolinea Musti - forse si otterrebbe qualcosa di positivo».

Il presidente del Comitato denuncia l’immobilismo della classe politica e degli amministratori locali anche a causa della loro mancata partecipazione alla riunione della commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale.

Secondo la Disciplinare della Giunta regionale, infatti, la commissione può procedere all’audizione dei sindaci il cui territorio comunale è interessato dalle proposte di tutela ambientale e può consultare esperti specifici, qualora il caso lo richiedesse.

«Perché i nostri amministratori non hanno partecipato alla seduta? – si chiede Musti - Forse non conoscevano l’esistenza della legge e se la conoscevano perché sono stati assenti? La loro presenza probabilmente sarebbe stata incisiva e determinante a far sì che la commissione trovasse una via di mezzo ed evitare la sospensione del progetto».

Secondo il Comitato pro Valle Subequana si dovrebbe mettere come primo punto la sicurezza della strada, perché non vi è alternativa di percorso per il collegamento con la Valle Peligna.

Un'altra eventuale chiusura della strada, ipotesi concreta perché la sicurezza non è stata ancora raggiunta, comporterebbe l’isolamento per un’intera valle.

«Chi sarà responsabile – polemizza Musti - se a causa del ritardo dei lavori accadesse qualcosa di irreparabile? Forse a tutti i cittadini subequani non interessa una viabilità sicura? In conclusione, al punto in cui ci troviamo il problema è politico e se da parte dei nostri amministratori non vi sarà una azione forte ed incisiva presso la Regione, si rischia di perdere il finanziamento per la realizzazione delle gallerie. A mio modo di vedere – conclude l’esponente del Comitato - il presidente della Comunità montana Sirentina, Luigi Fasciani, dovrebbe con urgenza indire una riunione con tutti i sindaci della Valle Subequana per valutare le azioni da intraprendere».

 08/03/2011 10.28