Comune L'Aquila, Cialente lascia: «ce l'ho messa tutta, non posso continuare»

Alessandro Biancardi

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Comune L'Aquila, Cialente lascia: «ce l'ho messa tutta, non posso continuare»
L'AQUILA. «Io ce l'ho messa tutta», ha continuato Cialente, «ho fatto anche quello che toccava ad altri ma adesso non ho la forza di andare avanti».

La notizia non è ancora confermata ufficialmente ma il sindaco Massimo Cialente sarebbe intenzionato a presentare le proprie dimissioni.
Da mesi, ormai, mostra una certa insofferenza per continui problemi e rallentamenti della macchina amministrativa. Dopo l'ennesimo rinvio del Consiglio Comunale a causa della mancanza del numero legale il primo cittadino lo ha detto chiaramente: «mi dimetto».

L'ufficio stampa del Comune conferma che Cialente sta tentando di mettersi in contatto con il ministro degli Interni, Roberto Maroni, per verificare la possibilità di andare al voto anticipato - con una deroga specifica - nella prossima tornata elettorale di maggio.

Perchè se così non fosse, allora, la città, sarebbe doppiamente in stato di commissarimanto.

Quello più importante (e imponente) della Struttura di gestione dell'emergenza e di Chiodi, con ampi poteri soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione (per tutto il 2011), e un secondo che dovrebbe traghettare l'amministrazione pubblica fino alla prossima tornata elettorale. Questa ipotesi sarebbe decisamente da scongiurare perchè si rischierebbe una vera e propria paralisi.

Il commissario prefettizio inviato in Comune si occupa, infatti, solo dell'ordinaria amministrazione, forse troppo poco per una città come L'Aquila che non pùò permettersi ulteriori momenti di stasi.

Nei mesi scorsi il sindaco del Pd aveva lasciato anche la poltrona da vice commissario alla ricostruzione dopo la nomina di Cicchetti. Anche in quel caso prima dell'abbandono manifestò il suo malessere per molti mesi. Poi decise di abbandonare «per il bene della città» e per non far parte di quell'eccessivo carrozzone di nomine che, sostiene il sindaco, ingolfa ulteriormente la macchina dell'emergenza.  

COSA SUCCEDE ADESSO?

Come detto al momento le dimissioni non sono state ancora formalizzate. Qualora Cialente dovesse depositarle per iscritto al Consiglio comunale, avrebbe 20 giorni di tempo per ritirarle, come previsto dall'articolo 53, comma 3, del testo unico di legge sugli enti locali, il decreto legislativo 267 del 2000. In caso diventasse concreta questa ipotesi, e nel caso in cui entro la giornata il primo cittadino del capoluogo abruzzese dovesse depositare la sua rinuncia al mandato, le dimissioni diventerebbero efficaci il 28 marzo. Pertanto, l'eventualità - emersa a margine del Consiglio - che si possa unire L'Aquila all'elenco delle amministrazioni che andranno al voto il 15 maggio non sarebbe praticabile, visto che non ci sarebbero i tempi di legge per la campagna elettorale. A meno di improbabili provvedimenti ad hoc, che dovrebbero comunque derogare a una legge dello Stato. Se Cialente dovesse mantenere il proposito di dimettersi e non dovesse ritirare le dimissioni entro 20 giorni, verrebbe sciolto il Consiglio comunale, decadrebbe la Giunta e il prefetto nominerebbe un commissario fino alle prossime elezioni.

07/03/2011 16.31

CIALENTE: «CE L'HO MESSA TUTTA MA NON POSSO CONTINUARE»

 «Lo scenario è drammatico, gli aquilani pagano da tempo costi altissimi per servizi non soddisfacenti», ha detto il sindaco nel corso del Consiglio prima di annunciare le proprie dimissioni.

«Ho sempre agito con responsabilità», ha continuato, «mi sono preoccupato di tutti i lavoratori, anche quelli di Abruzzo Enginerin nel silenzio di tutti. Siamo senza bilancio, mi sono preso le critiche degli aquilani perchè non potevo comprare niente. C'è una situazione allucinante sulla ricostruzione pesante».

«Io ce l'ho messa tuttA», ha continuato Cialente, «ho fatto anche quello che toccava ad altri ma adesso non ho la forza di andare avanti. Mi farò carico di chiamare il ministro Maroni affinchè si predisponga decreto in modo che L'Aquila possa andare subito alle urne. La storia giudicherà il nostro operato».

Per il sindaco le dimissioni al momento sono l'unica alternativa «ho una pseudo maggioranza. C'è chi si preoccupa della campagna elettorale mentre la città sta schiattando»

07/03/11 20.18