Ospedale Avezzano, arrivano i tagli, lavoratori in sciopero

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Giovedì prossimo, a partire dalle 10 di mattina, il personale dell'ospedale di Avezzano manifesterà davanti alla sede del Comune di Avezzano.

Tra pochi giorni gli ospedali della Marsica, in particolare l’Ospedale di Avezzano, si troveranno a dover fronteggiare una situazione di estrema emergenza procurata dal mancato rinnovo dei contratti per molti dipendenti precari, in particolare medici, infermieri, tecnici specializzati e personale ausiliario.

Secondo i calcoli forniti dall'assemblea del personale Presidio Ospedaliero di Avezzano l'Asl perderà 385 dipendenti con contratti a termine, 90 unità nel solo nosocomio, in attesa di stabilizzazione da anni, «nonostante promesse e buoni propositi».

«Dopo la cancellazione dalla sanità regionale degli Ospedali di Pescina e Tagliacozzo ove sono stati eliminati molti posti letto, dopo il fallimento della già dimenticata Clinica “Santa Maria” (con 85 dipendenti che hanno perso il lavoro) e dopo la chiusura di fatto della unità operativa di Neurochirurgia ad Avezzano», dicono i lavoratori, «questi ulteriori tagli al personale produrranno ancor più disagi per l’intera cittadinanza. L’ospedale di Avezzano, già al momento congestionato per le attuali carenze, non sarà più in grado di offrire neppure i livelli minimi di assistenza».

Così si rischia la gestione sempre più critica delle emergenze-urgenze, il collasso del Pronto Soccorso, un allungamento delle liste di attesa per trattamenti oncologici, interventi chirurgici, visite ed esami specialistici, la sospensione delle attività di assistenza domiciliare e la perdita o accorpamento di reparti e disponibilità di posto letto per il ricovero.

«In queste condizioni», insistono ancora i lavoratori, «l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini della Marsica diverrà talmente scadente da costringer loro a rivolgersi ad altri centri e regioni per ottenere il diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Questo diritto appartiene a tutti noi e dobbiamo pretendere dalle Istituzioni e dalle forze politiche la positiva soluzione di questo grave dramma sociale, mantenendo in servizio tutto il personale qualificato e stabilizzando i loro rapporti di lavoro, anche e principalmente al fine di garantire il pieno diritto alla salute pubblica».

07/03/2011 15.34