Metanodotto Snam, verso lo stop al progetto?

Alessandro Biancardi

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Metanodotto Snam, verso lo stop al progetto?
SULMONA. La notizia la riferisce il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «via libera in commissione alla legge "blocca metanodotto».

Ieri pomeriggio, la Seconda Commissione del Consiglio regionale ha espresso, all'unanimità, parere favorevole sulla proposta di legge volta a fermare il processo autorizzativo del metanodotto Snam, contro il quale sono insorti comitati, associazioni ed enti locali della Valle Peligna e della provincia de L'Aquila.

«Si tratta di un intervento dal fortissimo impatto ambientale e paesaggistico», sottolinea Acerbo, «che dovrebbe attraversare l'intera dorsale appenninica, dalla Puglia fino alla Pianura Padana, e che in Abruzzo attraversa aree a rischio sisimico».

La proposta di legge è stata sottoscritta anche dal presidente della Commissione, Ricciuti (Pdl) e da consiglieri di opposizione del Pd, dell'Idv e dell'Api.

In commissione la legge è stata emendata dal Pdl con la soppressione della parte relativa alle aree con rischio sismico rientranti nella seconda categoria. «Su tale emendamento, come opposizione, ci astenuti per ulteriori approfondimenti», ha spiegato Acerbo che adesso si augura che la legge sia approvata rapidamente in Consiglio.

Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale dell’Anci aveva promosso un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale di Sulmona, Antonio Iannamorelli, componente dello stesso Consiglio nazionale proprio sul gasdotto.

L'odg è stato sottoscritto anche dai sindaci dell’Aquila Cialente, di Perugia Boccari, di Livorno Cosimi, e con esso si è richiesto al Ministro Fitto di convocare una seduta della Conferenza Unificata per esaminare il tracciato.

Il progetto è quello del “metanodotto rete adriatica”  della lunghezza complessiva di 687 chilometri. La nuova struttura dovrebbe potenziare la rete esistente e fungere da passaggio del gas proveniente dal Nord Africa verso il Nord Europa, senza alcuna fornitura - e, dunque, alcun beneficio, - per i territori interessati.

Peraltro il progetto, dopo aver inspiegabilmente subito una variante nel suo percorso all’altezza di Biccari (Fg), è stato ridisegnato verso l’interno lungo la dorsale appenninica, senza prendere in esame l’elevato rischio sismico che interessa le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale il cui tasso di sismicità è ormai ampiamente dimostrato, oltre che dagli studi, dal sisma che colpì Umbria e Marche nel 1997 e dal drammatico terremoto che ha sconvolto L’Aquila e l’Abruzzo interno il 6 aprile 2009.

04/03/2011 10.01