Tar, discarica di Valle dei Fiori, primo round a Wwf e Martello del Fucino

Alessandro Biancardi

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LA SENTENZA. GIOIA DEI MARSI. Gli avvocati dei ricorrenti: «ordinanza che farà giurisprudenza a livello nazionale»

Il Tar boccia il comportamento di Aciam ed Arta che avevano negato l'accesso ad alcuni atti su procedura e gara di appalto.

Aciam Spa e Arta avevano negato al Wwf l'accesso ad alcuni atti del procedimento sulla realizzazione della discarica di Gioia dei Marsi. Oggi il Tar di L'Aquila con l'ordinanza 117/2011 ha accolto pienamente il ricorso del Wwf e del periodico “Il Martello del Fucino” per la trasparenza sul parere endoprocedimentale

Il Wwf e il Martello del Fucino hanno presentato un ricorso contro il rilascio ad Aciam spa dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) da parte della Regione Abruzzo per la realizzazione della discarica di Valle dei Fiori nel territorio di Gioia dei Marsi, a 1000 metri di quota e sopra uno dei principali acquiferi della regione.

Successivamente, a latere di questo ricorso principale che deve essere ancora deciso, ne è stato presentato un secondo di tipo incidentale contro il diniego opposto da Aciam Spa e dall'Arta alla richiesta di accesso agli atti avanzata dal Wwf.

«Il Tar si è pronunciato su un aspetto per nulla secondario della vicenda», spiegano gli avvocati Herbert Simone e Maurizio Di Nicola, che hanno curato il ricorso, «quello della trasparenza degli atti amministrativi che sono stati alla base del procedimento – quelli dell'Arta – e di quelli relativi alla indizione della gara d'appalto. Con una ordinanza che farà giurisprudenza a livello nazionale. Il Tar ha chiarito in primo luogo che non solo il Wwf era legittimato come associazione ambientalista riconosciuta ma che lo era anche il periodico Il Martello del Fucino. Questo perchè la disciplina sulla trasparenza degli atti in materia ambientale consente l'accesso a qualsiasi cittadino. In secondo luogo il Tar ha stabilito che Aciam, in quanto soggetto gestore di un servizio pubblico partecipato da 37 comuni, ha l'obbligo di garantire massima trasparenza ai propri atti e in particolare al verbale dell'assemblea dei soci, uno dei documenti che avevamo richiesto. Inoltre gli stessi atti di gara, a parte quelli strettamente connessi alla valutazione comparativa delle offerte, devono essere resi accessibili».

«In questa vicenda», sostiene Camilla Crisante, presidente regionale del Wwf, «è stato particolarmente grave l'atteggiamento dell'Arta che il Tar ha censurato. L'Arta è un organismo centrale nelle procedure autorizzative di attività che possono avere conseguenze sull'ambiente.

Per questo, per il rispetto nei confronti dei cittadini, dovrebbe garantire una trasparenza totale per i suoi atti. Riteniamo che questa sonora bocciatura debba stimolare il Consiglio Regionale e il Governo Regionale a chiarire che gli enti strumentali devono garantire massima

trasparenza e partecipazione nell'esercizio delle proprie funzioni».

01/03/2011 16.06