Rumeno fermato nel corso di un controllo e arrestato per violenza sessuale

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Doveva essere un normale controllo del territorio e invece ha portato all’arresto di un rumeno responsabile di una violenza sessuale verificatasi in Piemonte qualche mese fa.

I Carabinieri della compagnia dell’Aquila hanno tratto in arresto un pregiudicato romeno 30enne, Buliga Catalin, per violenza sessuale.

L’uomo si trovava insieme ad un altro straniero sul ciglio della strada in una zona isolata di L’Aquila. Sono stati notati nel corso di un controllo da parte dei militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dell’Aquila, che li hanno avvicinati chiedendo loro di mostrare i documenti di riconoscimento.

Tenuto conto dei numerosi furti commessi in quella zona, infatti, i militari agli ordini del capitano Marcello Dalesio hanno intensificato i controlli, soprattutto nei confronti di persone ‘sospette’.

Così hanno fermato i due ragazzi per sottoporli ad un controllo di polizia, nel corso del quale è emerso che uno dei due era colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale (ufficio Gip) di Alba (Cuneo) per una violenza sessuale commessa nel mese di ottobre 2010.

Il rumeno, nello specifico, aveva violentato una ragazza di Carmagnola (Torino) con la complicità di un’altra persona, di cui non è stata accertata l’identità. Nei suoi confronti, invece, erano scattate le ricerche ma del giovane si erano perse le tracce, fino alla sua identificazione da parte dei carabinieri aquilani.

Il rumeno è stato immediatamente arrestato e, dopo le formalità di rito, è stato portato nel carcere di  Avezzano a disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente. Un’identificazione casuale da parte dei Carabinieri, che ha però permesso di assicurare alla giustizia un uomo al quale da mesi si dava la caccia.

D’altra parte i controlli dei carabinieri dell’Aquila si sono ulteriormente potenziati a seguito del terremoto e, in particolare, con l’inizio della ricostruzione pesante. I tantissimi interventi in corso per ricostruire il capoluogo distrutto dal terremoto, infatti, portano a L’Aquila moltissime persone, straniere e non, che arrivano in città, almeno apparentemente, per lavorare. Ma i carabinieri non escludono che tra essi vi possa essere anche la presenza, come in questo caso, di persone che arrivano in Abruzzo anche per secondi fini, ovvero sfuggire alla cattura o commettere reati., nascondendosi tra i moltissimi stranieri onesti che arrivano invece alla ricerca di un lavoro.

E’ stato proprio il caso del rumeno accusato di violenza sessuale, reato del quale dovrà ora rispondere dal carcere di Avezzano.

d.d.c.  01/03/2011 13.33