«La Forestale abbandona la provincia dell’Aquila»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un riordino previsto a livello centrale che però penalizzerebbe la provincia dell’Aquila.

«Nell’ambito della riorganizzazione (senza tagli) del personale della Corpo Forestale dello Stato», rende noto Michele Fina, Segretario provinciale del Pd, «sono state previste circa cento unità in meno nella Regione Abruzzo, tutte a discapito della Provincia dell’Aquila che potrà contare solo su 81 unità per le zone fuori parco».

Secondo il segretario Pd questo taglio comporterà la chiusura di ben 17 Comandi stazione degli attuali 35 e tre Distretti: Avezzano, Sulmona e Pescasseroli.

«Anche se il problema strettamente sindacale», dice Fina, «è risolto con l’applicazione della riorganizzazione a regime (cioè la non sostituzione del personale forestale che andrà in pensione), resta tutto intero il danno al territorio che si aggiunge ai tagli negli altri ambiti sociali, sanità e scuola in primis».

«Non è comprensibile la ragione che suggerisce di ridurre la presenza del Corpo Forestale proprio dove più serve almeno per tre ragioni evidenti. La prima riguarda la sicurezza: Avezzano risulta essere una delle prime città d’Abruzzo per numero di reati, la Marsica e l’Alto Sangro debbono difendersi in particolare da rischi ormai concreti d’infiltrazioni di malavita organizzata di varie origini e con diversi scopi. I reati», spiega il segretario Pd dell’Aquila, «che stanno aumentando in numero e pericolosità sono proprio quelli di natura ambientale, quindi la nostra provincia ha bisogno di maggiore non minore presenza di Forze dell’Ordine specializzate. La seconda ragione riguarda i gravi tagli effettuati alle aree protette: come è noto, i mezzi della Forestale operante all’interno dei parchi sono forniti dai parchi stessi. Il rischio quindi è che i primi tagli siano rivolti proprio alle misure di sicurezza del nostro patrimonio ambientale. L’ultima ragione evidente riguarda il nostro futuro: la montagna abruzzese dovrebbe investire sulle sue caratteristiche identitarie, sulla sua specificità e sulle sue ricchezze che dovrebbe difenderle gelosamente. Prevedere minore personale storicamente specializzato proprio in questa missione vuol dire avere meno opportunità di lavoro nella direzione del nostro futuro possibile».

Sarebbe in preparazione un’interrogazione volta a chiamare in causa il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali «per modificare al più presto le scelte prese».

10/09/2010 11.21