Inchiesta ricostruzione, 2 assessori indagati. L'ira dell'Idv: «intervenga Cialente»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2723

L'AQUILA. Coinvolti insieme ai due assessori del Comune dell'Aquila anche altre 10 persone. 

La fase del post sisma verrà sicuramente ricordata anche per l'elevato numero di inchieste e indagati che si registrano ormai quotidianamente.
Le indagini aperte dalla Procura dell'Aquila diretta dal procuratore Alfredo Rossini sono centinaia. Si scava tra i responsabili dei crolli, ma anche tra i documenti degli sfollati per stanare i 'furbetti' che hanno chiesto e ottenuto fondi pur non avendone diritto. Ci sono procedimenti aperti nei confronti della Commissione Grandi rischi che secondo alcuni non lanciò l'allarme e si passano al setaccio anche decine e decine di imprese edili per accertare e stanare collegamenti con la malavita organizzata.

Oggi arriva la notizia di nuovi 12 indagati nell'ambito di una inchiesta che avrebbe portato alla luce la realizzazione di un capannone abusivo dove hanno trovato ospitalità una decina di attività produttive dopo il terremoto.

Sono così stati iscritti nel registro degli indagati gli assessori Ermanno Lisi (Opere Pubbliche) e Marco Fanfani (Attività produttive) ma anche Lucio Nardis, dirigente dello sportello unico per le attività produttive, Carlo Bolino e Renato Amorosi dirigenti del settore Opere Pubbliche, Tiziana Moro, membro della conferenza dei servizi in rappresentanza dell'ufficio tecnico del Comune, il comandante della polizia municipale Eugenio Vendrame, Aldo del Beato, proprietario del terreno e amministratore unico della ditta esecutrice "Aldo del Beato & Company srl", Marco Del Beato direttore tecnico e direttore dei lavori della stessa ditta, Rosa Dorotea Margiassi, contitolare della ditta Del Beato, Giorgio del Beato, procuratore generale della stessa ditta, Marzia Del Beato con analoga qualifica.

Lo stabile che gli inquirenti ritengono sia stato realizzato in modo abusivo si trova in via Di Vincenzo e sarebbe stato realizzato, dice l'ipotesi accusatoria, grazie ad abusi, omissioni in atti d'ufficio, in mancanza del permesso a costruire, senza la Dia (denuncia inizio lavori).

In più non risulta che sia mai stata presentato il progetto di costruzione né sarebbe mai arrivata l'autorizzazione del Genio Civile.

07/02/11 13.20

IDV: «TOGLIERE LE DELEGHE AI DUE» 

Se l'assessore Fanfani si dice sereno («non ho poteri decisionali») per l'indagine che lo coinvolge insieme al collega Lisi, l'Idv non nasconde lo sconcerto per la notizia.

«E' imperdonabile la complicità di amministratori e di dirigenti comunali», commenta Lelio De Santis, coordinatore Italia dei Valori della città.

«Gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto gli assessori comunali, il comandante della polizia municipale ed alcuni dirigenti comunali, l’impresa realizzatrice ed il direttore dei lavori, per la costruzione abusiva di una struttura ad uso commerciale, rappresentano un segnale negativo e pericoloso per la città, che nessuno deve sottovalutare, al di là della scontata considerazione che siamo tutti garantisti e che vale per tutti la presunzione di innocenza».

«Dopo 22 mesi, la ricostruzione delle case dei cittadini normali e la ricostruzione delle Strutture pubbliche che servono è ferma o rimane impigliata nelle maglie della burocrazia e dell’inefficienza del sistema politico-amministrastivo», continua De Santis, «ma la realizzazione di opere e di manufatti che interessano ad alcuni imprenditori privatinon trova ostacoli».

L'esponente dell'Idv chiede al sindaco Cialente di togliere «subito» i due assessori dalla giunta: «i cittadini, esasperati e sfiduciati, non possono tollerare nemmeno l’ombra del dubbio che chi li rappresenta non esercita il suo mandato in modo trasparente ed onesto».

07/02/11 16.26