Avezzano vendita scuole: Sel dice no

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Il Circolo di Avezzano di Sinistra Ecologia e Libertà dice no alla vendita degli immobili che ospitano le scuole medie statali "C. Corradini" e "E. Fermi".

Si anima il dibattito sull’iniziativa dell’amministrazione comunale di Avezzano che vorrebbe ricorrere al project financing per vendere gli immobili e permettere la loro riqualificazione ad opera dei privati

 Un progetto che, però, non piace al circolo di Sel e ad altri esponenti politici e cittadini che sostengono che lo spostamento del complesso scolastico andrebbe di fatto a distruggere un prezioso patrimonio storico e culturale della città di Avezzano; si finirebbe per favorire insediamenti commerciali che modificherebbero l’assetto urbanistico del centro storico e congestionerebbero ulteriormente il traffico cittadino.

 Il coordinamento di Sinistra, Ecologia e Libertà solleva una serie di dubbi rispetto all’operazione di vendita da parte dell’amministrazione comunale, in vista dell’incontro con il sindaco, Antonio Floris, previsto per il mese di febbraio presso il Castello Orsini.

 In particolare Sel pone alcuni questi:

- se l'edificio può considerarsi sicuro, considerato che ogni giorno studenti e personale docente - e non - vi svolgono le loro quotidiane attività e considerato il fatto che Avezzano è una città a forte rischio sismico;

- quali analisi/studi sono stati effettuati e da chi per stabilire la sicurezza o meno dell'edificio e il suo stato;

- se si dispone di un quadro completo e dettagliato delle spese da sostenere per mettere a norma la scuola e se sono stati condotti studi/analisi e da chi in merito alla non percorribilità/non economicità/non opportunità degli interventi di recupero necessari a mantenere l’attuale funzione scolastica dell’edificio;

- se è stata effettuata una valutazione complessiva e accurata dell’impatto ambientale e sociale dell'intera operazione.

 Il riferimento, in particolare, e alla “sostenibilità” dell’operazione in termini di ripercussioni socio-economiche legate ai futuri nuovi scenari commerciali che potrebbero aprirsi nel centro storico ad opera di privati investitori. Inoltre Sel pone la questione dell’imnpatto ambientale in termini di congestionamento del traffico, inquinamento, disagi familiari connessi alla delocalizzazione della scuola.

 «Si ritiene che debbano essere chiariti tutti i restanti e complessivi aspetti relativi al preannunciato project financing – puntualizza ancora Sel - tra cui di particolare interesse è la conoscenza dei criteri adottati dal Comune per la determinazione del valore dell'immobile, dato che la cifra che circola in questi giorni, pari a 13 milioni di euro, appare allo stato non adeguata rispetto alla storicità dell'edificio, alla grandezza, alla posizione centralissima e alle enormi potenzialità di utilizzo, come anche rispetto ai materiali presenti e agli investimenti effettuati nel corso dei decenni».

Oltre a porre dubbi e quesiti sulla bontà dell’operazione, il circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà chiede all’amministrazione comunale anche maggiore trasparenza e pubblicità dell’agire amministrativo e di governo e maggiore concertazione e "partecipazione preventiva" soprattutto per l'assunzione di decisioni che rischiano di determinare effetti irreparabili.

«Sel è convinta – conclude il circolo - che la pubblicità, la trasparenza e la partecipazione siano strumenti essenziali per innalzare il livello di legalità nel territorio e per garantire un effettivo controllo sulle politiche e sugli amministratori locali».

03/02/2011 9.49