Chiude reparto neurochirurgia ad Avezzano, sale malumore: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. C'è agitazione per la chiusura del reparto di neurochirurgia dell'ospdale di Avezzano.

Tante le voci di protesta che si stanno levando in queste ore dopo l'annuncio da parte del professore Romano Galzio.

Il consigliere comunale del Pdl, Luigi Sigismondi, «pur condividendo in pieno l'azione del governo regionale in merito al piano di riordino sanitario» si dice rammaricato per la decisione presa anche perchè il reparto nel corso degli ultimi dieci anni «con il validissimo supporto di professionisti neurochirurghi , ha salvato numerose vite umane»"

Sigismondi ricorda oggi anche quanto l'istituzione della neurochirurgia di Avezzano fu il risultato di lotte di comitati e di battaglie politiche, «e rispondeva ad una preciso criterio di logistica e di funzionalità» dal momento che serviva un elevato numero di utenti provenienti non solo dal vasto bacino della Marsica ma anche da fuori regione.

«Fu per la città», continua, «una vittoria della popolazione e delle istituzioni locali. La neurochirurgia ad Avezzano nacque proprio per evitare il lunghi viaggi della speranza, che in assenza del locale reparto, causavano spesso la morte dei pazienti».

Meno diplomatico per la decisione presa, invece, il consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio che si dice «innorridito e sconcertato».

Non è la prima volta che il consigiere esprime il suo disappunto per la paventata chiusura dell'importante reparto.

«La mia personale battaglia per il prestigioso reparto di neurochirurgia di Avezzano che il primario professor Galzio dirige - ricorda - era iniziata sin dalla sua creazione. L'apertura del reparto proprio ad Avezzano rappresenta il frutto di una proficua collaborazione tra l'ospedale di Avezzano e la Clinica Regina Elena,e negli anni e' divenuto un centro d'eccellenza e polo di riferimento in materia»"

Di Pangrazio sostiene che «non si può chiudere un cosi' importante reparto nascondendosi dietro il problema della carenza del personale medico disposto a lavorarci - prosegue - sono certo, al contrario, che esistano professionalita' che verrebbero volentieri ad operare nel nostro ospedale».

Il consigliere si domanda come mai il direttore generale Giancarlo Silveri non abbia ancora preso una posizione chiara in merito, «e perche' consenta che un cosi' importante reparto di uno dei suoi ospedali, venga chiuso con un semplice ordine di servizio del primario. Ribadisco - conclude di Pangrazio - la necessita' dunque di un'azione congiunta tra le forze politiche , sindacali e istituzionali al fine di scongiurare la perdita della neurochirurgia di Avezzano».

Parlano di decisione «discutibile nei tempi e nei modi e da verificare se legittima», invece il consigliere Walter di Bastiano e il sindaco Antonio Floris. I due domandano se in assenza del direttore generale, il primario dell'Aquila possa sospendere l'attività  del reparto e se il non prevedere più gli interventi urgenti ad Avezzano non configuri per caso un reato di interruzione di pubblico servizio.

Questi interrogativi sono stati girati all'Avvocatura del Comune.

ENNESIMO SCIPPO ALLA MARSICA 

«La decisione di non eseguire più interventi presso il reparto di neurochirurgia di Avezzano rappresenta l’ennesimo scippo nei confronti della Marsica», commenta Unitinsieme per Celano.

«Il governo regionale e gli esponenti di questa maggioranza di centro-destra non stanno facendo nulla per salvare quello che unanimemente è riconosciuto come un “centro di eccellenza sanitaria” della nostra regione e tutto ciò nonostante le assicurazioni e gli impegni presi».

Il gruppo Consiliare di Celano si era fatto promotore di una delibera proprio per impegnare gli esponenti politici in questa difficile vertenza. In particolare con quella delibera del 27 settembre 2010 si impegnava il Sindaco Senatore Piccone, nonchè Coordinatore regionale della PdL, a mettere in atto tutte le possibili azioni per salvare la “struttura” di Avezzano.

«Ebbene, cosa ha fatto Piccone?», dicono i consiglieri, «Niente, come al solito, come ogni volta che è chiamato a difendere realmente gli interessi della nostra terra: alla faccia delle belle parole spese in campagna elettorale dallo stesso Piccone e da Del Corvo, futuro presidente “marsicano” della Provincia de L’Aquila».  02/02/2011 17.45